«Benzina sui migranti», il “mi piace” di Genovesi

Commento-choc dal profilo Fb del leghista che caccia un suo collaboratore
AVEZZANO. Un utente della rete – tal Antonio Viola – evoca una soluzione sul modello del “Ku Klux Klan” per accogliere i 25 migranti in arrivo a Paterno, declinata con: «Una tanica di benzina e via». La teoria del fuoco che richiama alla mente i razzisti d’oltreoceano conquista il like di Tiziano Genovesi, candidato a sindaco del Comune di Avezzano, che milita nelle fila del partito di Matteo Salvini, scatenando una levata di scudi di alleati e avversari del Carroccio. Quel “mi piace” scatena un putiferio, anche dentro le stanze della Lega, non solo in terra d’Abruzzo, con un finale quasi scontato: il siluramento del componente dello staff dell’aspirante primo cittadino avezzanese.
Ad accendere la miccia è un post di Matteo Gagliardi, in perlustrazione con il candidato a sindaco nell’area della struttura che di lì a poche ore avrebbe dovuto accogliere i 25 migranti redistribuiti sul territorio nazionale dal ministero dell’Interno. «Da qualche ora», scrive Gagliardi, «ci è giunta la notizia che 25 migranti sbarcati a Lampedusa saranno dislocati nella frazione di Paterno, in una struttura che, da qualche tempo, era soggetta a lavori. Vengono riqualificati vecchi stabili per poi assegnarli come hotel a immigrati. In una situazione delicata e pericolosa come quella che stiamo vivendo, il governo non fa altro che peggiorare la situazione dei cittadini. Da paternese sono molto preoccupato, la nostra frazione vive già una situazione di abbandono e questo accaduto (l’arrivo dei 25 migranti da Lampedusa, ndc) potrà solo che peggiorare la vivibilità di questo piccolo paese». Spunta qualche commento, uno ironico: «C’è il wi-fi?», altri di protesta, rimanendo però dentro i confini della continenza verbale, fino a quel post della «tanica di benzina e via» di Viola che, rimanendo in Europa, riporta alla mente i campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove furono “gasati” un milione e mezzo di ebrei, accolto con il “mi piace” dalla pagina del candidato a sindaco del centrodestra, il segretario provinciale del Carroccio Genovesi. Un like “esplosivo”, che ha scatenato una vera a propria bufera, l’ennesima, nel panorama del leghismo abruzzese, dove in tanti ricordano le minacciose “esternazioni” dell’ex coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma contro la magistratura, nonché del consigliere regionale Simone Angelosante contro i banchieri e il premier Giuseppe Conte sul Mes. Ora a “inciampare” nella rete social è stato il candidato a primo cittadino. «Il mio like al grave commento social di una persona che non conosco sui migranti in arrivo da Lampedusa e destinati ad una struttura di Paterno, frazione di Avezzano», si giustifica il candidato sindaco salviniano, «è stato un errore di un componente dello staff. Il responsabile è già stato rimosso dall’incarico. Da leghista, ribadisco la richiesta di controllare i confini e di chiudere i porti. L’immigrazione incontrollata non è più solo un problema sociale ed economico, ma anche sanitario, e per questo sono preoccupato per le conseguenze delle scellerate scelte politiche di Conte-Pd-5Stelle per l’Abruzzo e la Marsica. Ricordo, con orgoglio, che grazie al ministro (ex, ndc) Matteo Salvini, gli sbarchi si erano ridotti drasticamente e di conseguenza anche i morti e i dispersi in mare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

