Biglietti Juve, tifoso ne esce pulito

25 Gennaio 2021

Inchiesta di Torino: accuse archiviate per Moretti, si punta alla revoca del Daspo

L’AQUILA. Cadono le accuse nei confronti dell’aquilano Leonardo Moretti, 23 anni, relative a presunte pressioni che gruppi di tifosi avrebbero fatto sulla società Juventus per avere biglietti d’ingresso all’Allianz Stadium di Torino. «Nessuna prova dell’associazione a delinquere», ma semplici contatti con il gruppo ultrà Drughi «per il reperimento dei biglietti per assistere alle partite della Juventus», senza «attivo e consapevole apporto alla compagine associativa le relative strategie criminose». Queste le motivazioni con le quali il pubblico ministero Chiara Maina, della Procura torinese ha convinto il gip del tribunale piemontese, Rosanna Croce, ad archiviare la posizione di Moretti. Il 23enne, tifosissimo della Juve, era rimasto coinvolto nell’inchiesta Last Banner, sfociata in una quarantina di avvisi di garanzia nel settembre 2019 a carico di capi ultrà ed esponenti del tifo organizzato bianconero. La tesi del pm è stata recepita dal gip che si è limitato a emettere il provvedimento di archiviazione. Moretti è stato assistito dagli avvocati Cristiano Carbonara e Giulio Lazzaro. I legali, in sede di indagini preliminari, sono riusciti a dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti contestati al loro assistito. Il giovane, ex presidente dello Juventus club dell’Aquila, era stato accusato, insieme agli altri indagati, di una «strategia criminale» ed «estorsiva», scattata dopo che la società aveva deciso di interrompere una serie di privilegi concessi ai gruppi ultrà e con l’obiettivo di continuare in particolare a ottenere congrui stock di biglietti gratuiti, brandendo la minaccia di intonare in curva cori razzisti (facendo rischiare così alla società pesanti sanzioni disciplinari, se non la squalifica del campo). Il processo, nel quale il club di Andrea Agnelli si è costituto parte civile, è stato innescato dalle denunce della stessa società torinese: dopo vari rinvii, il dibattimento è cominciato il 15 gennaio, a carico di 12 persone. Moretti, nel novembre 2019, su decisione del questore di Torino, è stato raggiunto, al pari di tutti gli altri indagati, da un Daspo della durata di cinque anni, ovvero dal divieto di accedere a qualsiasi manifestazione sportiva. Vista l’estraneità ai fatti contestati, gli avvocati Carbonara e Lazzaro sono al lavoro per far revocare il Daspo.
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