Biondi: ci sono meno soldi per il calo degli aggregati

Il sindaco: «In centro storico sono finiti i grandi consorzi, ora tocca alle frazioni Abbiamo snellito la burocrazia sotto il milione di euro, ma non i controlli»
L’AQUILA. Il Comune, in questi mesi, non è stato a guardare. E ha messo in campo, a fronte di una diminuzione dei cantieri, una serie di iniziative per snellire le pratiche burocratiche e arrivare ad una rapida approvazione dei progetti, nonché al pagamento dei Sal finali «in tempi ragionevoli».
«La diminuzione dei contributi pubblicati in graduatoria», spiega il sindaco, Pierluigi Biondi, «è di facile interpretazione. Con l'avvio della ricostruzione nelle frazioni, è cambiata la tipologia di intervento: sta diminuendo il valore degli aggregati che vengono ristrutturati. Il calo degli importi è fisiologico in quanto, rispetto ai grandi condomìni e aggregati del centro storico, i lavori nelle frazioni hanno un peso economico inferiore». Uno dei nodi delle ricostruzione è la lentezza nell'approvazione delle pratiche: «Ho avviato una serie di iniziative», evidenzia Biondi, «che hanno portato all'approvazione, da parte dell'Ufficio speciale della ricostruzione, dei decreti 10 e 11: il primo serve a semplificare le pratiche ancora in itinere avviate con le vecchie procedure, mentre il secondo punta a velocizzare l'istruttoria dei progetti parte seconda. Quando l'importo dei lavori è inferiore a un milione di euro, il progetto viene autorizzato direttamente, con una verifica formale della documentazione presentata. Ma questo non significa», fa notare il sindaco, «che si sta abbassando la soglia di controllo. Tutt'altro. Abbiamo introdotto altre importanti novità che riguardano la verifica costante di tutti i cantieri aperti, dall'avvio dei lavori fino alla conclusione per confrontare la corrispondenza del progetto con l'opera che si sta eseguendo. Ultimo, ma solo in ordine di citazione, il provvedimento che fa riferimento ai Sal finali: l'amministrazione comunale ha istituito una task- force per istruire le pratiche e velocizzare il pagamento dei Sal finali, che finora venivano saldati anche a distanza di un anno. Stiamo recuperano tutto l'arretrato per allinearlo ad un tempo di erogazione massima del contributo che non vada oltre i tre mesi». Più pesante, e ad ammetterlo è lo stesso sindaco, la situazione per quanto concerne la ricostruzione pubblica. «Così com'è strutturata al momento, la normativa rende gli interventi sulle opere pubbliche farraginosi, con tempi di attuazione biblici. Il risultato ottenuto con l'approvazione dell'emendamento sull'edilizia scolastica», conclude Biondi, «non soddisfa del tutto le nostre richieste». Il sindaco ha annunciato che dall'1 febbraio, con l'avvio della macro-struttura comunale, il settore Opere pubbliche verrà scorporato da quello della Ricostruzione, con personale dedicato.(m.p.)
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