Biondi, Meloni e Lamorgese: «È un risultato eccellente»
L’AQUILA. L’operazione che ha condotto allo smantellamento del clan malavitoso nigeriano suscita unanimi apprezzamenti. «Apprendere che per due anni il boss di questa organizzazione, che aveva un’ampi...
L’AQUILA. L’operazione che ha condotto allo smantellamento del clan malavitoso nigeriano suscita unanimi apprezzamenti. «Apprendere che per due anni il boss di questa organizzazione, che aveva un’ampia diffusione e che gli inquirenti hanno considerato di elevatissima pericolosità, abbia vissuto nella nostra città fa nascere più di un’apprensione», afferma il sindaco Pierluigi Biondi, «ma è tranquillizzante la circostanza che il leader di questa struttura malavitosa, dedita al traffico di droga, all’immigrazione clandestina, allo sfruttamento della prostituzione e altri reati gravissimi, sia stato comunque tenuto sotto controllo dalla nostra polizia, che merita il ringraziamento dell’intera comunità aquilana».
Soddisfazione è manifestata dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che fa riferimento anche a un’iniziativa messa a segno ieri dai carabinieri in Puglia. «Si tratta di operazioni che dimostrano la presenza forte dello Stato e la capacità di magistratura e forze di polizia», afferma, «di contrastare vecchie e nuove mafie che tentano di ampliare il loro raggio di azione criminale e di espandersi con un capillare controllo dei territori anche ricorrendo ad atti estorsivi». Per Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, «siamo stati la prima forza politica a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla mafia nigeriana, ma per anni siamo stati ignorati o addirittura accusati di razzismo: lo Stato non deve cedere e continuerà senza sosta la guerra a ogni mafia, italiana e straniera».
Anche la deputata Pd Stefania Pezzopane rivolge «un plauso alle forze dell’ordine e alla magistratura, che per mesi hanno indagato nei confronti di quest’associazione mafiosa intenta al compimento di reati tra cui traffico di stupefacenti, immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, truffe romantiche, truffe informatiche e riciclaggio anche attraverso la compravendita di bitcoin, per un totale di quasi 100 capi di imputazione». Per Roberto Santangelo, vicepresidente del consiglio regionale «la nostra città ha sicuramente stimolato gli appetiti della criminalità organizzata in virtù della ferita che il sisma ha inferto al territorio; la pandemia ha continuato a minare la stabilità economica e sociale della nostra comunità; è per questo che oggi, a fianco delle forze dell’ordine, insieme dobbiamo contribuire a gettare le basi di una rinascita sana, all'insegna della legalità, del rispetto delle regole, della denuncia degli abusi, del rifiuto di qualsivoglia prospettiva di facile arricchimento».

