«Bivacco in piazza», bufera su Fratelli d’Italia

Malafoglia accende la miccia e scatena reazioni. Le associazioni antifasciste: «Vergognoso oltraggio»
L’AQUILA. Non sono mancate le polemiche neanche quest’anno in relazione al 25 Aprile. L’esponente locale di Fratelli d’Italia Michele Malafoglia ha contestato l’asserito «mancato rispetto» delle regole di contenimento dell’emergenza sanitaria. «Le regole valgono per tutti», ha detto, «ma a sinistra per qualcuno si può chiudere un occhio». Malafoglia ha puntato il dito sul tradizionale ritrovo a piazza IX Martiri, anticipato da un’iniziativa dal titolo “colazione resistente”. Un momento registrato da varie telecamere. «Decine di persone», ha detto, «giovani e non, che con la scusante di celebrare il 25 aprile non solo hanno dato vita ad assembramenti incontrollati, ma hanno banchettato nell’area e addirittura sotto la lapide posta in memoria di giovani uccisi per inseguire quella libertà che oggi viene calpestata senza alcun pudore da comportamenti irresponsabili». Per Malafoglia «mentre i ristoranti sono chiusi da un anno fatte salve alcune settimane nonostante si siano adeguati alle direttive del governo, bar e attività commerciali vanno avanti tra enormi sacrifici, gli italiani sono costretti a fare i conti con scelte come quelle dei coprifuoco di cui si stenta a capirne la logica c’è chi di tutto questo continua a non curarsi». L’esponente ha parlato di una «solita morale di certa sinistra caviale e champagne, per cui alcune cose sono sbagliate se le fanno gli altri: quando tocca a loro essere colti con le mani nella marmellata c’è sempre una giustificazione».
Non si è fatta attendere la replica delle associazioni antifasciste. «Solo chi rappresenta un partito che già dal simbolo richiama il fascismo può oltraggiare la memoria dei IX Martiri e della Resistenza con una polemica meschina e falsa sul presidio organizzato nell’omonima, gloriosa piazzetta cittadina», si legge nella risposta dei collettivi. «Tutto si è svolto tranquillamente e regolarmente», viene sottolineato, «in piena sicurezza e sotto il controllo della questura, delle forze dell’ordine e della polizia municipale. Nel 76° anniversario della Liberazione, nella piazzetta sono risuonate poesie, parole e canti di libertà, di pace e di lotta partigiana per esaltare il coraggio, l’esempio e il sacrificio estremo dei nove ragazzi da cui è nata L’Aquila democratica». Di qui l’affondo delle associazioni: «Se in un giorno come questo si vuole trovare un simbolo di vergogna lo si cerchi in Comune tra chi ha oltraggiato i familiari dei Nove Martiri a cui è stato impedito persino di partecipare alla cerimonia alla caserma Pasquali dove furono fucilati». (fab.i.)

