Bologna, ringraziamento ai patrioti della libertà

22 Aprile 2015

In Emilia Romagna cerimonia con la Brigata Majella: 70 anni fa la Liberazione Presenti il Comune di Sulmona e i reduci Pantaleo ed Ettorre

SULMONA. Settanta anni fa, il 21 aprile del 1945, la città di Bologna veniva liberata dai tedeschi. Tra i primi ad entrare in città c’erano i ragazzi della Brigata Majella, formazione partigiana nata quasi due anni prima tra le montagne abruzzesi con i valori della Resistenza.

E ieri mattina alle celebrazioni del 70esimo anniversario c’erano ancora due di quei ragazzi che all’epoca avevano 15 e 19 anni: Ennio Pantaleo di Sulmona e Arnaldo Ettorre dell’Aquila. La cerimonia, assai toccante nel ricordo di un giorno storico, si è svolta in piazza Nettuno a pochi metri dalla sede del Municipio di palazzo D’Accursio, in piazza Maggiore, cuore del capoluogo emiliano, che venne liberato proprio dall’ingresso dei patrioti della Brigata Maiella. Dopo la deposizione delle corone di alloro in onore dei caduti, Nicola Troilo, figlio del comandante della Brigata Majella, Ettore, che fu anche prefetto di Milano subito dopo la guerra, ha ricordato il cammino dei patrioti abruzzesi verso Bologna, cominciando la lotta contro l’invasore nazista in sole 400 persone ed arrivando nel capoluogo emiliano in 1.500. Un ricordo pieno di commozione e orgoglio per la fierezza e l’eroismo che distinsero gli uomini della Brigata Maiella. Presenti in piazza Nettuno anche il Comune di Sulmona, con il gonfalone, e il presidente del consiglio comunale, Franco Casciani, e il presidente della Fondazione Brigata Majella, Nicola Mattoscio, oltre a una delegazione provinciale dello Spi Cgil dell’Aquila e di Sulmona che ha donato una targa in ricordo dell’evento al sindaco di Bologna, Virginio Merola. Lo stesso primo cittadino, nel corso del suo intervento ha espresso la gratitudine della città per l’eroico impegno profuso dai patrioti abruzzesi.

Parole di ringraziamento il sindaco Merola le ha avute anche per la città di Sulmona, unico Comune presente all’evento con il gonfalone e con i rappresentanti istituzionali, tra cui Salvatore Di Cesare. A conclusione della giornata i componenti della delegazione, i patrioti e i delegati dello Spi-Cgil guidati da Carlo Cocco hanno deposto un mazzo di fiori ai piedi del monumento che a Bologna ricorda la lotta ed il sacrificio dei patrioti della Brigata Majella.

«Una giornata che resterà per sempre nel nostro cuore», hanno commentato con gli occhi lucidi di commozione Pantaleo ed Ettorre, «e che vorremmo rivivere tra un anno, se Dio ci darà la forza di poterlo ancora fare».

Claudio Lattanzio

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