Botte al palasport di Sulmona per la partita di calcio a 5, chiesto il giudizio per quindici persone

31 Agosto 2026

Sono tutti tifosi napoletani, finiti nel mirino della Procura della Repubblica dopo gli scontri al Serafini. Ecco tutti i dettagli

SULMONA. La Procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto il processo per quindici tifosi napoletani per rissa aggravata in concorso. Gli episodi di violenza erano avvenuti il 27 aprile 2024, nel palasport “Serafini” dell’Incoronata, durante la partita degli ottavi dei play off del campionato di serie B di calcio a cinque, nella quale si stavano sfidando il Fustal Sulmona e il Terzigno. Sul quattro a zero per il Sulmona, una trentina di tifosi campani avevano scavalcato il parapetto del settore ospiti ed erano scesi in campo, scaraventando sedie addosso a tifosi e calciatori avversari. Una bolgia che polizia e carabinieri avevano placato non senza fatica. Nell’occasione, un uomo era rimasto ferito perché raggiunto da una sedia in pieno volto.

Medicato sul posto dagli operatori sanitari del 118, per lui non si rese necessario il ricorso alle cure ospedaliere. La squadra anticrimine del commissariato di polizia aveva identificato tutti i protagonisti e nel corso delle indagini preliminari, dopo aver raccolto le testimonianze dei presenti, aveva tirato la somma. Quindici dei trenta tifosi napoletani sono stati denunciati per rissa aggravata in concorso alla Procura della Repubblica di Sulmona che, ritenendo solidi gli indizi di colpevolezza, ha chiesto al giudice predibattimentale di mandare tutti sotto processo. Ma c’è di più.

Il questore aveva emesso il daspo, ossia il divieto di accesso agli impianti sportivi, per tutti i quindici imputati, che non potranno così entrare negli stadi né partecipare alle manifestazioni sportive. Ora rischiano di finire sotto processo. Dal canto loro i tifosi campani sono pronti a respingere le accuse. Una vicenda che aveva scatenato diverse reazioni tanto che il sindaco del Comune di Terzigno si era scusato pubblicamente con la città di Sulmona e con il Sulmona Futsal per quanto accaduto.

«Terzigno non è questa. È una cittadina dove tanti vivono in modo sano e lieto lo sport e non nel modo barbaro e vergognoso con il quali siamo stati rappresentati», aveva scritto all’epoca dei fatti il primo cittadino del Comune campano. 

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