Botte in centro e davanti a scuola: c’è la prima condanna per la gang

Quattro anni a uno degli imputati per lesioni, minacce e ricettazione. Ma è caduta l’accusa di rapina Altri due attendono il processo al tribunale per i minorenni. I pestaggi anche ai danni di disabili
L’AQUILA. Prima condanna per il caso della presunta gang che minacciava ed estorceva soldi e telefonini ai giovani studenti, talvolta facendo ricorso ad azioni violente, secondo le accuse, davanti alle scuole di Colle Sapone e sotto i portici di San Bernardino.
Ieri pomeriggio, davanti al giudice del tribunale dell’Aquila, Nicolò Guasconi, c’è stata l’udienza con rito abbreviato scelto da due imputati. La banda era composta da cinque giovani italiani e albanesi. Xhuliano Rrokaj, 24 anni, e Luca Caldarelli (23) sono stati assolti per il reato di rapina a danno di minore. Non è stato sufficiente il riconoscimento effettuato dalle vittime attraverso le foto segnaletiche. Nel corso del processo, infatti, sono state evidenziate varie contraddizioni. Caldarelli, però, imputato anche per altri reati (minacce, lesioni, furto e ricettazione), è stato condannato, per una parte di essi, alla pena complessiva di 4 anni, oltre a milleseicento euro di multa. Uno dei cinque imputati ha patteggiato nella fase delle indagini preliminari. Si tratta di Carmine Maisto, 26enne.
Gli altri due, invece, saranno processati davanti al tribunale per i minorenni dell’Aquila. Da giugno del 2018 al febbraio del 2019 gli inquirenti hanno rilevato «l’insorgere di una significativa recrudescenza di fenomeni criminali attuati nei confronti di minori e di persone con handicap, per lo più localizzati nel centro cittadino, in particolare nella zona compresa tra la scalinata e i portici di San Bernardino, corso Vittorio Emanuele e via Pizzodoca, dove c’è un locale abituale ritrovo di adolescenti.
Alcune delle vittime della presunta banda, si legge nelle carte del processo, sono state «colpite da scariche di calci e pugni al volto e su tutto il corpo riportando lesioni personali multiple». Una delle vittime della gang, infatti, in seguito al pestaggio «ha riportato traumi ed è stato medicato in pronto soccorso». Un’altra vittima, invece, ha visto «sferrare una calcio anche al suo cane che portava al guinzaglio».
Ad alcuni dei membri sono state contestate anche delle aggravanti quali l’uso di strumenti atti ad offendere, in particolare un coltello svizzero, i futili motivi, l’aver commesso il fatto per eseguire i reati di rapina, la minorata difesa essendo le persone offese minorenni e le lesioni commesse da più persone riunite. In alcuni casi, i cellulari rubati venivano rivenduti in cambio di una banconota da 50 euro.
Rrokaj è difeso dall’avvocato Mauro Ceci, mentre Caldarelli dal collega Francesco Valentini. (f.d.m.)
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