Bruciati 5 mezzi nell’azienda dei rifiuti

Roghi appiccati in due punti, trovate tracce di liquido infiammabile. La società peligna tratta anche l’immondizia di Roma
SULMONA. Sull’origine dolosa del rogo che ha colpito il Cogesa ci sono pochi dubbi, visto che gli attentatori avrebbero appiccato il fuoco in due zone ben distinte. Ne sono convinti i vigili del fuoco dell’Aquila che per l’intera giornata di ieri hanno setacciato il deposito del Cogesa e l’area Pastorino interessata dai roghi. Due mezzi per la raccolta dei rifiuti e una spazzatrice totalmente distrutti e altri due danneggiati (anche una sponda per il ritiro degli ingombranti), con un bilancio che poteva essere molto più pesante se il custode in servizio da qualche settimana non si fosse accorto di quel fumo, verso le 23.50, che usciva dal deposito dei mezzi avvisando immediatamente vigili del fuoco e carabinieri. Le conferme sull’origine dolosa dell’atto sarebbero arrivate dal particolare strumento in dotazione ai vigili del fuoco, apparecchiatura che avrebbe rilevato tracce di acceleranti sia sotto il pneumatico del mezzo andato a fuoco nell’area esterna del deposito, sia sui mezzi andati distrutti all’interno del capannone. Inoltre, sarebbe stato individuato anche il punto dell’area Pastorino dove sarebbe entrato l’attentatore. Un piccolo varco presente nel muro di recinzione nella parte posteriore del deposito. Davanti all’ingresso del Cogesa si trovano due telecamere e i nastri verranno sequestrati dai carabinieri.
I vigili del fuoco parlano di «situazione molto delicata che va analizzata attentamente in ogni suo aspetto», proprio perché coinvolge un’azienda che opera nel settore dei rifiuti solidi urbani. Un settore sempre più spesso al centro di fatti di cronaca nazionale che vede coinvolta in altre regioni anche la criminalità organizzata. Nell’impianto di Noce Mattei vengono tuttora smaltiti rifiuti provenienti da Roma.
L’amministratore unico del Cogesa, Vincenzo Margiotta, invita alla prudenza in attesa di conoscere in maniera più chiara i risultati ufficiali degli accertamenti dei vigili del fuoco. «Al momento le indagini sono appena iniziate e non abbiamo dati certi sulla natura del rogo», evidenzia l’amministratore unico di Cogesa, «i rilievi dei vigili del fuoco della squadra specializzata dell’Aquila e dei carabinieri sono tuttora in corso e ci impongono una certa prudenza. Certo è che se si dovesse accertare la natura dolosa del rogo, la cosa imporrebbe a tutti noi una serie di riflessioni. Quello che mi preme precisare, per tranquillizzare tutti, è che Cogesa non ha mai ricevuto minacce o intimidazioni di alcun genere».
Il Cogesa è una società per azioni, a capitale pubblico, interamente partecipata dai 64 Comuni soci che ne fanno parte, società che si occupa dell’intero ciclo dei rifiuti: dalla raccolta fino al trattamento in impianto e lo smaltimento in discarica.
Sull’episodio, come detto, stanno indagando i carabinieri della compagnia di Sulmona che hanno provveduto a sequestrare l’area interessata dai roghi. Area che si trova a ridosso delle discariche e di quella che ospita gli impianti e gli uffici amministrativi del Cogesa. La Procura ha aperto un’inchiesta.
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