Bufera sulla riorganizzazione in Comune

Venti di sciopero. Sindacati martedì dal prefetto: «Atto arrogante, il fondo di produttività non si tocca»
SULMONA. «Martedì si va dal prefetto e poi, se il Comune non rivede il suo piano, siamo pronti a ricorrere allo sciopero». Non accenna a placarsi lo scontro tra sindacati e amministratori comunali sulla riorganizzazione delle posizioni organizzative e sul fondo di produttività. Alle accuse dell’assessore al Personale, Stefano Mariani, che ha bollato i sindacati come «associazioni che mirano solo alla tutela delle tessere», Cgil, Cisl e Uil, replicano accusando i politici di «agire non nel rispetto delle regole e della contrattazione sindacale ma in maniera unilaterale e solo ed esclusivamente in funzione dei pegni elettorali da pagare». Accuse durissime che danno l’esatta misura del livello al quale è arrivato lo scontro. «Non siamo contrari alle posizioni organizzative che sono un elemento di valorizzazione dei dipendenti e della macchina comunale», tiene a sottolineare Michele Tosches della Fp Cisl, «non ci piace e non ci è piaciuto l’atteggiamento dell’amministrazione perché con un atto d’imperio chiede di trasferire una parte consistente di denaro dal fondo della produttività al fondo delle posizioni organizzative. Tutto questo non è possibile perché nel mese di settembre c’è già stato un incontro con l’amministrazione sulle progressioni orizzontali di tutti i dipendenti e con questa ripartizione non ci sarà la certezza di dare a un buon numero di essi di fare nel prossimo biennio una progressione economica».
«Martedì cercheremo la strada per una conciliazione chiedendo all’amministrazione di revocare l’atto unilaterale», aggiunge Anthony Paqualone della Cgil, insieme a Nicola Cieri della Uil Fpi, «per arrivare a un accordo che concili le esigenze dell’amministrazione senza andare a penalizzare i lavoratori che noi dobbiamo tutelare tutti in maniera equa e indiscriminata. Se devono essere fatte delle scelte sui dipendenti più meritevoli, queste spettano ai dirigenti e non ai sindacati, l’importante è che il fondo di produttività non si tocchi. Possiamo solo dire che quello compiuto è stato atto di arroganza e scorrettezza senza precedenti, è la pagina peggiore delle relazioni sindacali con il Comune».
La proposta dell’amministrazione tende a trasferire 64mila 300 euro dal fondo della produttività alle posizioni organizzative, mentre i sindacati sono propensi solo per 30mila euro tenendo il resto a disposizione del fondo di produttività. (c.l.)
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