C’è un intero paese all’addio a Marco «Ragazzo sensibile»

28 Luglio 2023

La comunità si unisce per salutare il veterinario di 35 anni Non solo in chiesa, folla assiepata anche tra strada e parco

TORNIMPARTE. Su via del Corso la folla si è stretta spartendosi uno spicchio di ombra, altri si sono rifugiati nei giardinetti vicino al monumento ai Caduti, altri ancora, la maggior parte, sono rimasti fuori della chiesa, in piedi sotto al sole. La chiesa di San Panfilo, a Villagrande di Tornimparte, infatti, poteva accogliere solo una minima parte delle centinaia di persone arrivate per dare l’ultimo saluto a Marco Rosone. Al funerale del veterinario 35enne che si è tolto la vita con il suo fucile da caccia, c’era l’intero paese di Tornimparte, in un grande abbraccio con amici, parenti e colleghi venuti anche dall’Aquila e dall’intero Abruzzo.
Tutti con la stessa domanda: perché? Perché un ragazzo simpatico e benvoluto, impegnato nel suo lavoro, e che fra pochi mesi sarebbe diventato padre, all’improvviso ha scelto di compiere un gesto estremo? «Perché» è anche la prima parola dell’omelia di padre Cristoforo Simula. «È la parola che ha afflitto l’umanità in ogni tempo», ha detto, «ma la risposta a questa domanda non la troviamo in questo tempo che consuma tutto, non la troviamo nel cellulare. Troveremo tante risposte, ma non troveremo quelle a uno dei quesiti fondamentali della nostra vita».
Poi padre Cristoforo ha ricordato quel ragazzo arrivato per curare i suoi due gatti: «Oggi è necessario un rispettoso silenzio. Era una persona dolce, seria, competente, appassionata del suo lavoro. E sensibile, di quella grande sensibilità che a volte diventa estrema fragilità».
La morte di Marco Rosone ha sconvolto tutto il comprensorio, ben oltre la frazione Capo la Villa dove il giovane abitava. Il 35enne aveva tanti progetti, stava preparando un appartamento per andare a convivere con Annalisa, la sua compagna. Poi, alle 7.30 di lunedì mattina è uscito di casa senza dire dove sarebbe andato. Lo hanno trovato a pochi metri di distanza, senza vita. Sulla sua morte la Procura dell’Aquila ha aperto un fascicolo, eseguita l’autopsia e avviate analisi tecniche, anche sul telefono. Le indagini riusciranno a stabilire “come” Marco sia morto, ma nessuno riuscirà mai davvero a capire “perché”.
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