C’è un ulivo di Gerusalemme nel Giardino della Memoria

LUCOLI. Un ulivo di Gerusalemme nel cuore delle montagne abruzzesi. L’albero, portato in dono e proveniente dalle colline della città santa israeliana, è stato messo a dimora nel Giardino della...
LUCOLI. Un ulivo di Gerusalemme nel cuore delle montagne abruzzesi. L’albero, portato in dono e proveniente dalle colline della città santa israeliana, è stato messo a dimora nel Giardino della Memoria di Lucoli insieme alle altre piante autoctone a rischio di estinzione. È stato celebrato così il decennale dell’area nell’ambito di una manifestazione a cui ha fatto da sfondo l’Abbazia di San Giovanni Battista e alla quale hanno partecipato il vicepresidente del consiglio regionale Roberto Santangelo e Aldo Anav, consigliere del Keren Kayementh Lelsrael. «Si tratta della più antica organizzazione ecologista al mondo, fondata nel 1901», spiega il rappresentante del consiglio regionale, «che da oltre un secolo persegue la mission di sviluppo, bonifica e rimboschimento della terra di Israele».
Santangelo definisce «encomiabile e sicuramente da valorizzare l’iniziativa volta alla tutela e alla conservazione di risorse genetiche agricole in via di estinzione, soprattutto se l’idea di tramandare alle future generazioni i valori e le risorse inestimabili che offre la terra, viene associata alla necessità di tramandare a futura e perenne memoria il ricordo delle vittime del sisma del 2009». Nel corso della manifestazione, organizzata e coordinata dal Comune, rappresentato dal sindaco Valter Chiappini e dall’associazione “NoiXLucoli” Onlus, è partito «chiaro e forte il messaggio di ricordare il passato, trasformare il dolore in nuova vita, proiettati verso il futuro, con le radici ben piantate nella propria storia».
Al vicepresidente del consiglio regionale è stata anche regalata una delle piante a rischio estinzione della stessa specie di quelle messe a dimora nel corso della cerimonia per celebrare i dieci anni dall’apertura del Giardino della Memoria a Lucoli.

