Caccia al commando di 5 banditi che ha assaltato il portavalori

Indagini tra l’Abruzzo e la Puglia: visionati alcuni filmati alla ricerca dell’auto utilizzata per l’assalto Il racconto di un vigilante: «Ringrazio la direttrice delle Poste, mi teneva la mano per calmarmi»
PRATOLA PELIGNA. È caccia al commando di cinque rapinatori che giovedì mattina ha assaltato il furgone portavalori della SicurItalia-Ivri nel piazzale delle Poste di Pratola Peligna, riuscendo a portare via 84mila euro destinati al pagamento delle pensioni degli anziani del paese. L’intenzione era di mettere le mani sull’intero bottino trasportato dal blindato: oltre un milione di euro che è stato salvato grazie all’abilità dell’autista dell’Ivri, riuscito a fuggire dalla trappola che avevano organizzato i malviventi. Anche ieri i carabinieri hanno istituito diversi posti di blocco nella convinzione che i rapinatori possano essere rimasti un giorno in zona prima di riprendere il viaggio verso le rispettive residenze (si ipotizza in Puglia). Contemporaneamente, stanno visionando tutte le immagini registrate dai circuiti di videosorveglianza di Pratola e Sulmona, anche nei giorni precedenti alla mattina del colpo, per verificare se la jeep Renegade di colore bianco, con la quale hanno agito i malviventi, poi bruciata nelle campagne di Introdacqua, sia stata immortalata in qualche frame dalle telecamere di servizio. Un lavoro minuzioso e particolarmente complicato che andrà avanti per qualche altro giorno. Così come vanno avanti le verifiche sulle impronte e gli altri riscontri recuperati dai carabinieri del nucleo investigativo dei carabinieri dell’Aquila di supporto ai colleghi della compagnia di Sulmona titolari delle indagini. L’inchiesta è coordinata dal pm Stefano Iafolla. Nel frattempo, sono tornate a casa le due guardie giurate rimaste ferite nei drammatici momenti che hanno caratterizzato l’assalto dei malviventi al portavalori. «Devo dire che è stato veramente bravo il nostro autista che in pochi secondi e con una manovra di grande abilità, è riuscito a mettere in salvo tutti i soldi che erano custoditi nel blindato», afferma l’agente di sicurezza originario di Popoli, che ieri ha dovuto ricomprare la pistola che gli è stata sottratta dai rapinatori durante l’assalto. «Sono stati momenti davvero complicati con la canna del fucile puntata in bocca e un’altra sulla pancia mentre ero disteso a terra. In questo momento voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi due giorni. Una in particolare: la direttrice dell’ufficio postale di Pratola Peligna che ha cercato di consolarmi e di aiutarmi psicologicamente nei momenti drammatici in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Solo un mese fa ha perso il marito di 46 anni, morto in seguito a un malore in un cantiere di Popoli dove stava lavorando. Mi ha tenuto la mano dicendomi: a me non è tornato, a te ti ci mando a casa. Mi è stata vicino asciugandomi il sudore, mi puliva le labbra, piangeva, una grande donna che voglio ringraziare pubblicamente per tutto quello che ha fatto per me».
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