Caduta dalla barella, la morte per i traumi

Perizia depositata in Procura accerta possibili relazioni, indagati per omicidio colposo due soccorritori
SULMONA. Alba Michelina Orsini è morta a causa del trauma provocato dalla caduta dalla barella. È quanto emerso dalla perizia elaborata dall’anatomopatologo, Pietro Falco, che aveva effettuato l’autopsia sulla salma dell’anziana, deceduta all’ospedale di Sulmona il 2 dicembre 2023. Il responso della consulenza è arrivato l’altro giorno sul tavolo del sostituto procuratore della repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti, che inizialmente aveva aperto un fascicolo contro ignoti e poi, come atto dovuto, aveva iscritto nel registro degli indagati due barellieri della Croce rossa, entrambi accusati di omicidio colposo. La donna, con un quadro clinico già compromesso, era caduta dalla lettiga dell’ambulanza durante lo spostamento dall’abitazione al mezzo di soccorso. I due barellieri, stando alla prima ricostruzione dell’accaduto, erano inciampati in un buca durante il trasporto della 93enne, facendola cadere a terra. L’anziana, una volta giunta in ospedale, era stata sottoposta a Tac, a causa delle escoriazioni presenti sul viso. Era in attesa del ricovero quando è spirata in ospedale. La perizia di Falco ha quindi messo nero su bianco che la causa della morte è dovuta al trauma da caduta, anche se l’emorragia cerebrale che ne è scaturita «è stata accelerata dai farmaci che la signora assumeva». Palla ora al pm che dovrà decidere se chiedere o meno il rinvio a giudizio per gli indagati. Potrebbe finire in tribunale anche la morte sospetta di Grazia Pellegrini, 82enne di Rocca Pia. L’anziana è deceduta all’ospedale di Sulmona lo scorso 14 giugno ma solo l’altro giorno, a distanza di più di due mesi dalla morte, i familiari hanno richiesto la cartella clinica e tutta la documentazione sanitaria conservata in ospedale. I parenti dell’anziana stanno valutando un’azione legale per accertare eventuali imperizie mediche. Da quanto si è appreso l’82enne era caduta in casa e con ambulanza era stata trasferita in pronto soccorso. Qui era stata sottoposta ai vari accertamenti. Per il medico di turno la donna non versava in condizioni critiche né era da ricovero. Per questo, senza disporre ulteriori consulenze con la tac, aveva deciso di dimetterla. A distanza di pochi giorni l’anziana aveva però accusato dolori e altre problematiche di salute, tanto da spingere i familiari a chiamare il 118 per riportarla in ospedale. Qui il suo cuore ha smesso di battere lo scorso giugno. (a.d.a.)
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