Calascio, rabbia per l'esclusione dal cratere

24 Marzo 2011

In maggio prima tornata elettorale dopo il sisma: tutto ruota intorno al mancato inserimento del paese nel cratere sismico

CALASCIO. «L'esclusione dal cratere è una cosa indegna». E' categorico Antonio Matarelli, ex sindaco del paese e politico di lungo corso. Le sue parole sono rivolte contro Gianpaolo Gentile, che era sindaco al tempo del terremoto e non è riuscito a far inserire il paese all'interno del cratere sismico.

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«Calascio - spiega Matarelli - ha avuto la stessa percentuale di danni di tutti i paesi vicini. Nonostante questo, il sindaco Gentile non ha praticamente mosso un dito per fare in modo che anche i residenti di Calascio potessero beneficiare dell'inserimento nel cratere. E la mossa del ricorso al Tar (che ne ha poi confermato l'esclusione, ndr) è stata tardiva. Questo vuole dire che gli abitanti di Calascio hanno dovuto pagare tutte le tasse mentre per gli altri sono state prorogate, che i ragazzi hanno dovuto pagare gli abbonamenti degli autobus per andare all'Aquila, che non ci sono state agevolazioni per i ticket sanitari e le spese sociali. Insomma mentre tutti i paesi che confinano con il nostro territorio sono stati inseriti nel cratere, noi siamo rimasti fuori».

E questo episodio peserà non poco nelle elezioni amministrative di maggio quando il paese andrà alle urne per scegliere il nuovo sindaco dopo l'arrivo del commissario Natalino Benedetti nell'estate dello scorso anno. Matarelli farà parte di una lista insieme a Franca Fulgenzi, storica animatrice della Pro Loco e organizzatrice della sagra del cacio-pecorino che si contrapporrà a quella guidata da Susanna Salvati di cui farà parte anche lo stesso Gentile. La Salvati è il volto nuovo della politica a Calascio dove vive con il marito e cinque figli dal 1993 e il suo obiettivo è quello di ridare vita ad un paese «che si sta spegnendo. Ora l'attrazione turistica è tutta concentrata nella Rocca. La mia idea è quella di spostare l'attenzione sul nucleo storico di Calascio (dove vivono circa 150 persone, ndr) che si è via via spopolato ed è nel degrado. Informazione, comunicazione, collaborazione: queste cose sono mancate ed è l'obiettivo che noi ci proponiamo per far rivivere Calascio».

Insomma qui il terremoto ha colpito in modo non pesante ma resta comunque al centro del dibattito.

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