Call center, Biondi chiede garanzie per i 160 dipendenti

Il primo cittadino scrive al ministero e alla società Wind3: «Non possiamo subire la perdita di altri posti di lavoro»
L’AQUILA. Una richiesta al ministero dello Sviluppo economico e al ministero del Lavoro per ottenere “maggiori informazioni” sull’incontro tenuto sul tema dei call center e un sollecito a Wind3 perché vengano manutenuti i livelli occupazionali del call center Customer 2 Care(C2C) che ha sede all’Aquila.
Questi i contenuti principali di due lettere che il sindaco Pierluigi Biondi ha inviato ai soggetti interessati alla vicenda di C2C, la società che all’Aquila dà lavoro a 160 persone, sul cui futuro i sindacati e gli stessi dipendenti hanno manifestato in questi giorni enormi preoccupazioni.
«Lo scorso 4 febbraio», ha scritto Biondi, «si è tenuto un tavolo di confronto cui sono intervenuti la sottosegretaria del Mise, Alessandra Todde, insieme ai sottosegretari Stanislao Di Piazza e Francesca Puglisi. Incontro al quale hanno partecipato le grandi società che usufruiscono dei call center per i loro servizi. Ai rappresentanti del governo ho fatto presente che il settore dei contact center fornisce occupazione, nella sola città dell'Aquila, a centinaia di operatori ed è uno dei comparti con più addetti del territorio provinciale. Siamo in un momento particolarmente delicato per questo settore», ha proseguito Biondi, «in quanto la fluidità del mercato, i rinnovi problematici delle commesse e una sempre maggiore aggressività di aziende che prediligono esternalizzare il servizio in altri paesi europei hanno portato all'apertura di importanti vertenze lavorative anche in questa terra». Di qui la richiesta di Biondi di «serrare i confronti e di porre in essere tutte le azioni necessarie in grado di sostenere la fase di transizione con la celerità che il particolare momento storico richiede».
«Sono consapevole della situazione particolare che sta vivendo il mondo dei contact center», ha scritto invece Biondi a Wind Tre, la cui commessa, gestita da Ccsud, riguarda proprio il sito aquilano, «ma, al contempo, non posso non esprimere preoccupazione per il paventato rischio esuberi in una città che, con tenacia e orgoglio, sta portando avanti un coraggioso percorso di rinascita a quasi 11 anni dal sisma del 6 aprile 2009 e il cui territorio ha cronicamente a che fare con una disoccupazione allarmante».
Il sindaco, che si è detto certo che l’attenzione dei confronti dell’Aquila e del territorio sarà massima da parte della società committente, ha anche chiesto informazioni circa la commessa del servizio di contact center per conto di WindTre e sulla revoca del subappalto per la commessa medesima da parte di CcSud, nonché gli esiti di tale operazione sui lavoratori.
«Siamo vicini ai 160 lavoratori e alle loro famiglie», ha concluso Biondi, «che in alcun modo devono trovarsi in condizioni tali da patire le gravi sofferenze cui dovrebbero fare i conti in caso di scongiurabile revisione dell’operatività del call center aquilano».
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