Call center, pressing sul governo

26 Marzo 2022

Vertice in Regione per risolvere il nodo occupazionale per la commessa dell’Inps

L’AQUILA. Un intervento diretto sul governo e il coinvolgimento della Commissione bicamerale per il controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatoria di previdenza sono stati annunciati dall'assessore regionale alle Politiche del lavoro Pietro Quaresimale nel corso del tavolo vertenziale sul contact center Inps dell’Aquila, vertenza partita a seguito della decisione dell’Inps di internalizzare il servizio con l’assunzione di nuovo personale con concorso pubblico. Convocato dall’assessore regionale, al tavolo hanno partecipato il vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente, il sindaco Pierluigi Biondi, il delegato del prefetto e i rappresentanti sindacali regionali e di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. «La vertenza è difficile e complessa», ha detto l'assessore, «anche perché davanti abbiamo un interlocutore (l’Inps, ndr) che finora ha mostrato indifferenza. È chiaro che per risolvere il nodo occupazionale e aprire un tavolo vertenziale in sede governativa dobbiamo superare l’atteggiamento poco collaborativo dell’Inps. Per questo abbiamo intenzione di chiamare in causa la Commissione bicamerale che tra i suoi compiti ha quello di agevolare la collaborazione tra enti e Inps». La prefettura attiverà un tavolo di crisi permanente, venendo così incontro, tra le altre, alle richieste del sindaco Biondi. «La Regione aderirà al tavolo della prefettura», hanno ribadito Impudente e Quaresimale, «ma la parte più importante e consistente della vertenza occupazionale si gioca sul tavolo del ministero del Lavoro che dev’essere investito direttamente e personalmente».
«Non è più rinviabile un intervento diretto del governo per fare chiarezza sul destino dei lavoratori», ha affermato il sindaco Biondi. «L’attività di assistenza, attualmente gestita da Comdata, impiega più di 3mila operatori in tutta Italia, di cui oltre 500 all’Aquila, tutti con contratto a tempo indeterminato. Da 12 anni garantiscono quella che a tutti gli effetti è, per utenti meno digitalizzati e anziani, una prestazione essenziale, assicurata anche nei mesi più duri di pandemia. Il servizio sarà internalizzato e affidato alla società in house Inps Servizi a dicembre ma, allo stato attuale, l’Istituto non ha fornito alcuna informazione sulla selezione pubblica che dovrà indire, quale sarà il perimetro occupazionale, le formule contrattuali che verranno applicate o gli scenari che si prospettano per gli addetti».