Cam lancia l’allarme «Razionare l’acqua c’è il rischio siccità»

6 Luglio 2016

AVEZZANO. È inutile farsi illusioni: ogni estate è sempre lo stesso ritornello. Penuria nelle sorgenti e ripercussioni inevitabili sull’uso dell’acqua per scopi irrigui e, comunque, al di fuori degli...

AVEZZANO. È inutile farsi illusioni: ogni estate è sempre lo stesso ritornello. Penuria nelle sorgenti e ripercussioni inevitabili sull’uso dell’acqua per scopi irrigui e, comunque, al di fuori degli utilizzi strettamente umani. Il Cam lancia l’allarme ai sindaci del comprensorio: per evitare il peggio è necessario emanare subito ordinanze anti-spreco per limitare i consumi ed evitare il rischio di emergenze estive; è necessario utilizzare l’acqua con parsimonia, ossia divieto di innaffiare orti e giardini, lavare automobili, utilizzare l’acqua potabile per ripulire piazzali ed altre attività simili. Dalle draconiane disposizioni non la scampano nemmeno i possessori dei pozzi privati: è vietato l’utilizzo negli orari di fornitura per i Comuni che saranno soggetti a turnazione. Insomma, se il Comune di residenza adotterà misure di razionamento chi ha a disposizione il pozzo privato non ne potrà disporre a piacimento, ma dovrà farlo al di fuori degli orari di fornitura dell’acqua nelle abitazioni private. Il consorzio ritiene che «le principali sorgenti di approvvigionamento idrico non hanno ricevuto quell’incremento necessario al superamento ottimale della stagione estiva, che si prospetta molto carente, con possibili ripercussioni sulla popolazione della Marsica». «A tal proposito», sottolineano Giuseppe Venturini, dirigente tecnico e amministratore delegato del Cam, e Roberto Camuso, responsabile del servizio reti di adduzioni dello stesso consorzio «appare opportuno sollecitare l’emanazione di ordinanze sindacali al fine di vietare l’uso di acqua potabile per finalità diverse dal consumo umano e dar modo agli organi di controllo, in particolare la polizia locale, di sanzionare eventuali abusi». Ma se le ripercussioni della scarsità di piogge e neve invernali si avranno, a breve, sull’utilizzo quotidiano dell’acqua, conseguenze, evidentemente, si avranno anche per quanto riguarda l’agricoltura. Questo è il periodo di maggiore necessità idrica nel Fucino, perché si tratta di sostenere la crescita dei prodotti orticoli che diversamente verrebbero bruciati. Si ripropone, insomma, anche per l’estate 2016, quello che è accaduto negli anni passati e che è stato al centro del dibattito sullo sviluppo dell’agricoltura del comprensorio.

Dario Pallotta

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