Camera commercio Solidarietà a Santilli dopo le polemiche
L’AQUILA. «Piena e incondizionata fiducia al presidente della Camera di commercio Lorenzo Santilli». È l’indirizzo espresso ieri, dalla giunta, che ha preso una posizione netta e decisa: Santilli...
L’AQUILA. «Piena e incondizionata fiducia al presidente della Camera di commercio Lorenzo Santilli».
È l’indirizzo espresso ieri, dalla giunta, che ha preso una posizione netta e decisa: Santilli non si tocca, resta alla guida dell’ente, che governa dal 2011. Niente dimissioni, né cambi di rotta rispetto alla linea attuale. Gli attacchi degli ultimi giorni, piombati sul presidente da più parti come un fuoco incrociato, non hanno scalfito minimamente la sua posizione. Polemiche partite dalla questione della fusione tra la Camera di commercio dell’Aquila e quella di Teramo che si sono, poi, spostate sul piano personale.
La riunione di ieri è servita a fare il punto su quanto accaduto finora e a ritrovare unità di intenti. Dopo la giunta, bocche cucite. Né Santilli, che si è riservato comunque di affrontare la questione anche con la stampa, né le associazioni di categoria hanno ritenuto opportuno rilasciare dichiarazioni. Ma proprio dalle associazioni più rappresentative in seno alla Camera di commercio è arrivata una netta difesa del presidente, «che ha sempre lavorato con serietà e impegno per la crescita dell’Aquila e del territorio». La polemica sui ritardi nella fusione e le accuse a Santilli, che lo avevano spinto a prendere in considerazione l’idea di dimettersi, sembrano rientrate. I numeri sono a suo favore. Su 23 componenti del consiglio, 13 fanno capo a Confcommercio e Confindustria, la prima è l’associazione da cui proviene l’attuale governance, la seconda è espressione della vicepresidenza, con Marco Fracassi. Santilli può contare sull’appoggio di 21 consiglieri su 23, fatta eccezione per la Cna e per l’Api, che ha votato contro.
Lunedì a Teramo vertice di Unioncamere, con i quattro rappresentanti delle Camere di commercio abruzzesi. Riunione allargata agli esponenti politici territoriali, per affrontare il tema della riforma camerale e delle fusioni, che potrebbero portare anche alla nascita di un solo ente regionale.(m.p.)
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