Campo 78, piano da tre milioni per recuperare i graffiti

23 Novembre 2020

SULMONA. Saranno restaurati i disegni e le incisioni nelle baracche del Campo 78. L’intervento rientra nel progetto di ripristino del “Parco della memoria Campo 78”, come spiega l’assessore alla...

SULMONA. Saranno restaurati i disegni e le incisioni nelle baracche del Campo 78. L’intervento rientra nel progetto di ripristino del “Parco della memoria Campo 78”, come spiega l’assessore alla Cultura Manuela Cozzi. L’ex campo di prigionia delle due guerre mondiali è al centro di un piano da 3 milioni di euro, che comprende anche lo chalet dell’eremo di Sant’Onofrio. L’iniziativa fa parte del più ampio piano dell’hub turistico dell’Abbazia celestiniana e della zona pedemontana del Morrone da 12 milioni di euro, promosso dall’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo. «Ringrazio gli uffici e gli amministratori che hanno portato a compimento il complesso iter burocratico dal ministero della Difesa alla Regione e dalla Regione al Comune di Sulmona», spiega Cozzi, «un percorso non facile, grazie al quale oggi, oltre all'intervento di restauro di graffiti e disegni, in tempi brevi si procederà a restauro e messa in sicurezza delle strutture più rappresentative, al termine dei quali questo importante patrimonio sarà finalmente fruibile dai tanti studiosi, appassionati o curiosi che da troppo tempo attendono questo momento». Nell’ex campo di prigionia, grazie ai fondi Por Fers, sarà realizzato un parco della memoria, dove rivivere le angosce dei prigionieri di guerra e fare un tuffo all’indietro nel tempo, tra le baracche che li ospitarono. Gli altri interventi riguardano la predisposizione di una sala accoglienza all’ingresso, con servizi igienici, la messa in sicurezza delle baracche storicamente più importanti, quelle con i graffiti al loro interno, la rimozione dell’amianto, nonché il miglioramento della viabilità di accesso. Il campo, costruito per i prigionieri della prima guerra mondiale, ospitò quelli di nazionalità austro-ungarica, impiegati in operazioni di rimboschimento, lavori agricoli e artigianali. Durante la seconda guerra mondiale al campo fu assegnato il numero 78 e divenne luogo di detenzione degli alleati anglo-americani, catturati nella campagna d'Africa. In quegli anni nella struttura c’erano oltre tremila persone. Il campo divenne poi base di addestramento dell’Esercito. L'intonaco non è stato toccato nei punti dove i prigionieri raffiguravano disegni, scritte e graffiti nelle interminabili giornate di detenzione. In alcuni casi sono ancora leggibili il nome e lo stemma del battaglione di appartenenza dei soldati o i turni di pulizia degli ambienti.
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