Canistro, lo stabilimento Santa Croce riaperto con piccone e cesoie

Funzionari della Regione Abruzzo e forze dell'ordine riprendono possesso dell'azienda tra gli applausi dei lavoratori. Domani il vertice in Provincia sulla mobilità dei 75 addetti
CANISTRO. Funzionari regionali e forze dell'Ordine entrano nello stabilimento della Santa Croce di Canistro (L'Aquila) a suon di cesoie e piccone. Dopo giorni di battaglie, questa mattina una delegazione della Regione Abruzzo, insieme ai carabinieri e alla polizia, hanno messo piede nel sito di Canistro dove si imbottiglia l'acqua della fonte Sponga per verificare la situazione e concretizzare il sequestro. La mattinata è iniziata con qualche tensione soprattutto tra i lavoratori del presidio che ieri hanno avuto l'ennesimo battibecco con il patron della Santa Croce, Camillo Colella.
Nel piazzale antistante l'azienda sono arrivati anche il primo cittadino, Angelo Di Paolo, e il suo vice, Ugo Buffone. I dirigenti della Regione hanno tentato di contattare telefonicamente il gruppo Colella chiedendo con le buone di poter ispezionare lo stabilimento. Non avendo ricevuto risposte in merito hanno deciso di contattare degli operai comunali che, armati di attrezzi, hanno rotto il lucchetto del cancello permettendo così alla delegazione di tecnici e forze dell'Ordine di entrare. Un grande applauso è partito dal presidio dei lavoratori accompagnato da qualche suggerimento sul da farsi.
Una volta dentro hanno impegnato del tempo per poter controllare minuziosamente i sigilli posti e altri documenti utili per l'azione legale in corso. Intanto domani è atteso in Provincia il vertice per la mobilità dei 75 dipendenti al quale sembra già che Colella non parteciperà.
Eleonora Berardinetti
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