Canoni per l’uso del fiume Liri: vertice con Enel

15 Settembre 2021

AVEZZANO. L’incontro che l’Enel avrà la prossima settimana con i vertici del Consorzio imbrifero Liri-Garigliano per risolvere la questione relativa al pagamento del sovracanone potrebbe essere...

AVEZZANO. L’incontro che l’Enel avrà la prossima settimana con i vertici del Consorzio imbrifero Liri-Garigliano per risolvere la questione relativa al pagamento del sovracanone potrebbe essere quello decisivo. Se infatti l’Enel, al quale per l’importanza dei suoi impianti spetterebbe di pagare circa il 70 per cento della somma complessiva, trova un’intesa, diventerebbe difficile per le altre 17 società elettriche interessate non accodarsi. L’incontro, promosso dal presidente del Consorzio, Tonino Mattei, è previsto per mercoledì e si terrà nella sede della Comunità montana ad Avezzano. Sull’esito dell’incontro dovrà poi pronunciarsi l’assemblea dei sindaci dei comuni aquilani aventi diritto al pagamento del sovracanone. I comuni del bacino, che va dalla sorgente del Liri (Cappadocia) alla foce (Minturno) sono 104. Di questi 31 sono della provincia dell’Aquila. Ad essi andrà il 35 per cento della somma che le società elettriche dovranno versare. Somma che si prevede consistente, dato che il Consorzio pretende che il pagamento del sovracanone decorra dal 2013. Alcuni di tali comuni (6 nell’Aquilano) in questi anni hanno operato con le società delle transazioni e quindi potrebbero non venire conteggiati tra quelli aventi diritto al sovracanone. L’incontro servirà anche a chiarire questa situazione. L’Enel comunque sembra intenzionata a chiudere una vicenda che si trascina dal 2012, allorché il governo stabilì che i sovracanoni, previsi da una legge del 1953, dal primo gennaio 2013 venivano estesi a tutti gli impianti di produzione di energia idroelettrica superiore a 220 kw, ricadenti nei comuni «non solo rivieraschi», ma anche in quelli facenti parte dei «bacini imbriferi», indipendentemente dalla quota altimetrica. (n.m.)