Cantieri fermi nei paesi

Il rappresentante dei sindaci: sono bloccate 1.200 pratiche, non c’è personale Utr
L’AQUILA. Interi paesi dell'Aquilano fermi al 6 aprile 2009, o quasi. Transenne, puntellamenti, strade chiuse e pochissime gru. Segno evidente che la ricostruzione stenta a partire.
Eppure sono passati dieci anni. Immagini che fanno il paio con i numeri: 1.200 pratiche ferme negli otto uffici dell'Utr, di cui 700 non ancora esaminate e 500 in attesa di integrazione da parte dei tecnici. Da settembre 2017 ad oggi sono stati licenziati dagli Uffici della ricostruzione appena 200 progetti. Significa che nei 56 comuni del cratere aquilano sono partiti solo 200 nuovi cantieri, negli ultimi dodici mesi. Granelli, in confronto alla mole di lavoro da smaltire.
«Una situazione gravissima», denuncia il rappresentante dei sindaci del cratere, Francesco Di Paolo, che è anche primo cittadino di Barisciano, «siamo in piena emergenza. La ricostruzione dei paesi è completamente ferma».
PRATICHE BLOCCATE. «Abbiamo una marea di problemi aperti, su diversi fronti», l'accorato appello di Di Paolo, «il primo è quello di trovare una soluzione definitiva agli Utr, gli Uffici della ricostruzione, dove oggi giacciono 1.200 pratiche inevase, di cui 700 non ancora esaminate e 500 che devono essere integrate. Il fermo della ricostruzione non è imputabile ai sindaci, ma dipende essenzialmente proprio dall'istruttoria dei progetti da parte degli Utr, che non riescono a tenere il passo con il numero di pratiche presentate».
POCO PERSONALE. «Dal 25 settembre 2017 a oggi sono stati licenziati, dagli 8 Utr, appena 200 progetti», evidenzia Di Paolo, «significa che la ricostruzione nei comuni è totalmente bloccata e i cantieri non partono. Il primo passo deve essere quello di assicurare un contingente di 72 dipendenti, come previsto inizialmente. Oggi prestano servizio negli uffici della ricostruzione solo 53 unità, in quanto gli altri hanno vinto nuovi concorsi scegliendo altre amministrazioni. La procedura di reintegro e sostituzione è lunga e farraginosa».
CONTRATTI IN SCADENZA. «Il direttore dell'Usra, Raniero Fabrizi, che è anche responsabile ad interim degli Utr, sarà in servizio fino al 31 ottobre», sottolinea Di Paolo, «analogo discorso vale per Giampiero Marchesi, responsabile della Struttura tecnica di missione, il cui contratto scadrà il 30 settembre. Ancora non viene avviata una procedura di selezione da parte della Commissione tecnica di valutazione, composta dal sottosegretario alla ricostruzione – che il nuovo Governo non nomina –, da un rappresentante dei sindaci del cratere e dal vice presidente della Regione».
BLOCCO PAGAMENTI. «In assenza della nomina di un nuovo direttore dell'Utr, titolare della firma per il trasferimento dei fondi ai comuni, si rischia anche il blocco dei pagamenti alle imprese», avverte Di Paolo, «le ditte richiedono il pagamento sulla base dello stato di avanzamento dei lavori, ma senza nuovi trasferimenti, e terminati i soldi in cassa, non ci sarà possibilità di saldare i Sal». Il secondo ordine di problema riguarda i finanziamenti Cipe: «Tra dieci giorni, quando scadrà la proroga del contratto che affida l'incarico di responsabile della Struttura tecnica di missione a Marchesi, nono ci sarà più nessuno che potrà presentare le delibere per l'accesso ai fondi Cipe», conclude il reappresentante dei sindaci del cratere, «né potrà essere autorizzato il trasferimento dei fondi delle delibere già approvate».
DOV'È IL GOVERNO? «La ricostruzione dell'Aquila e dei comuni del cratere 2009 è finita nel dimenticatoio», conclude Di Paolo, «in tutto questo, il Governo dov'è? Abbiamo bisogno di personale, che renda snello ed efficiente il processo di smaltimento delle pratiche negli Uffici della ricostruzione. Troppi sono i comuni al palo e le pratiche ferme. Abbiamo problemi su diversi fronti, che vanno risolti subito.
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