Casa di riposo sequestrata La protesta dei familiari

14 Febbraio 2015

Sit in davanti all’ospizio: «Ospiti trattati con amore». I legali: «Faremo ricorso» Residenze Anni Azzurri srl: «La struttura non appartiene al nostro gruppo»

INTRODACQUA. Si sono dati appuntamento fuori dalla casa di riposo di Cantone chiusa dai carabinieri, dove fino all’altro giorno erano ospitati i loro cari. Una quindicina di persone, quasi tutti parenti degli anziani “sfrattati” dal Nas di Pescara, perché ricoverati in una struttura sanitaria priva di autorizzazione per poter svolgere l’attività di assistenza alle persone, hanno voluto manifestare tutto il loro disappunto per la decisione del giudice che ha provocato gravi ripercussioni sia agli anziani che alle loro famiglie. «Hanno chiuso una struttura modello dove i nostri cari sono stati sempre trattati con i guanti bianchi. Mentre ne lasciano aperte altre che sono dei veri e proprio lager, contraddizioni italiane che non riusciremo mai a capire», protestano in coro. Poi c’è Antonio che racconta i disagi del fratello, che dopo il trasferimento in un’altra casa di riposo della zona, ha cercato di scappare via perché non voleva saperne di rimanere dove l’hanno portato. «Si era talmente ambientato qui a Cantone», rivela, «che era diventata la sua casa. Gli volevano bene tutti e non faceva altro che lodare le doti dei dipendenti». Intanto il legale dell’attuale gestore che ha rilevato la casa di riposo dal mese di novembre e che, al momento, non risulta indagato ma sarebbe addirittura parte lesa nel procedimento, ha annunciato di voler chiedere l’immediato dissequestro della struttura sanitaria. «Faremo ricorso al provvedimento del gip», spiega l’avvocato Alessandra Baldassarre, «chiedendo di rientrare in possesso della struttura. Sulla vicenda è in corso un procedimento davanti al Tar di cui stiamo aspettando l’esito».

Nel frattempo la società Residenze Anni Azzurri, in merito all’articolo pubblicato su il Centro dal titolo “Chiusa la casa di riposo, anziani sfrattati”, precisa che «la struttura in questione non appartiene al gruppo, che opera con il marchio registrato e depositato Residenze Anni Azzurri srl. Residenze Anni Azzurri è presente in Italia con 52 strutture dedicate alla terza età in 7 regioni del centro-nord (Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Marche), per un totale di più di 4.000 posti letto e oltre 2.000 dipendenti. La società si riserva pertanto di intraprendere tutte le azioni necessarie a tutela del proprio nome e del proprio marchio».

«La nostra si chiama Anni Azzurri ed è una sas», è stata la conseguente precisazione del gestore della struttura di Cantone. (c.l.)

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