Case popolari di via Milonia, passo avanti del progetto

Piano da otto milioni per realizzare le nuove palazzine Affidato l’incarico per la fase esecutiva dell’edificio
L’AQUILA. L’ultima volta che se ne è parlato sulla stampa è stato più di tre anni fa, quando la giunta comunale (sindaco Massimo Cialente, assessore Maurizio Capri) approvò il progetto definitivo-esecutivo relativo ai lavori di demolizione degli edifici Erp (edilizia residenziale pubblica) di via Antica Arischia-via Milonia ai numeri 23-27.
DEMOLIZIONE. «È noto», dichiarò all’epoca l’assessore Capri, «che a causa del sisma dell’aprile 2009, la maggior parte del patrimonio immobiliare del Comune dell’Aquila è stato fortemente danneggiato e in esso sono compresi gli edifici che fanno parte del complesso di edilizia residenziale pubblica di via Antica Arischia-via Milonia, nel quartiere di Pettino».
«L’amministrazione intende procedere ai lavori di demolizione di tali strutture, al fine di scongiurare ogni potenziale pericolo per i residenti degli edifici contermini, recentemente ricostruiti ed ultimati. Si tratta di un primo passo verso la ricostruzione del complesso per cui auspichiamo di poter avviare gli interventi di rifacimento in tempi brevi».
I TEMPI. I tempi brevi in tema di ricostruzione pubblica (anche se negli edifici ci sono quattro alloggi di proprietà privata) sono una chimera, tanto che solo pochi giorni fa, con una determinazione dirigenziale, è stata affidata la redazione del progetto esecutivo che dovrà essere redatto in base al “definitivo” già messo a punto. Infatti, con la determina, viene “approvato in linea tecnica il progetto definitivo” e si attiva “la procedura di gara tramite centrale unica di committenza per l’affidamento di incarico del servizio tecnico di ingegneria e architettura relativo alla progettazione esecutiva, al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e al coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione”.
L’intervento di ricostruzione costerà circa otto milioni di euro.
IL PROGETTO. Nella relazione al progetto definitivo si sottolinea che “l’intervento sull’edificio di edilizia residenziale pubblica di via Milonia, consiste nella sostituzione edilizia di un manufatto esistente senza variazione di superficie residenziale. La soluzione selezionata, orientata alla realizzazione di un edificio nuovo e non alla riparazione del manufatto esistente, risiede principalmente nella criticità dello stato di danneggiamento conseguente agli eventi tellurici del 2009. A seguito degli stessi, l’edificio ha subìto una classificazione di danno di tipo E (inagibilità effettiva per rischio strutturale, non strutturale o geotecnico). Un intervento di sostituzione edilizia, d’altronde, consente non soltanto la realizzazione di un edificio adeguato alla normativa tecnica e quindi antisismico, ma anche il perseguimento di obiettivi di valenza architettonica, di sostenibilità ambientale, di adeguamento alle norme di settore in campo di edilizia residenziale (acustica, energetica) indirizzando le risorse economiche a un risultato qualitativamente preferibile”.
LE PALAZZINE. “Ciascuna palazzina”, continua la relazione allegata al progetto definitivo “è dotata di un corpo scala e di un ascensore che servono tutti i livelli compreso quello seminterrato. Complessivamente il fabbricato ha una superficie coperta di circa 600 metri quadri, altezza di circa 18,5 metri (di cui 16 circa fuori terra). Il progetto di ricostruzione ricalcherà sotto il profilo dimensionale, lo stato di fatto, riproducendo un edificio in sagoma senza variazioni di superfici e volumi (a meno della disposizione del piano sottotetto) avente destinazione prevalentemente residenziale con riproposizione dei locali commerciali al piano terra. L’elemento generale caratterizzante il progetto è l’utilizzo di tecniche costruttive, materiali e tecnologie rispondenti ai princìpi dell’architettura sostenibile, al fine di garantire un elevato comfort abitativo, importanti risparmi sui consumi energetici e significativi standard ambientali. Per tale ragione si è prestata massima attenzione anche al corretto orientamento dei vari ambienti interni, elemento imprescindibile da cui partire per la sostenibilità energetica dell’edificio”.
“Le zone destinate alla vita diurna e alla permanenza delle persone, sono state disposte a Sud o con affaccio libero a Est-Ovest, privilegiando l’esposizione settentrionale per servizi e zone notte”.
COPERTURA. “L’edificio”, viene sottolineato ancora nel documento relativo al progetto, “presenterà una copertura con un’unica falda inclinata su entrambi i volumi principali quindi particolarmente adatta all’installazione dei pannelli fotovoltaici, utili all’alimentazione dell’impianto termico e di ventilazione controllata e dei pannelli solari necessari per la produzione di acqua calda sanitaria”.
“L’attenta progettazione dell’involucro esterno costituito dalla muratura, solaio a terra e copertura coibentata, permetterà di raggiungere ottimi livelli prestazionali dal punto di vista del contenimento energetico, utilizzando blocchi di calcestruzzo cellulare, materiale interamente minerale, ecosostenibile e biocompatibile”.
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