Casini: «Zona rossa», la Asl non è d’accordo

4 Aprile 2020

La preoccupazione del sindaco per i contagi alla clinica San Raffaele. La struttura: ricoveri in sicurezza

SULMONA. Venticinque nuovi casi positivi nella clinica San Raffaele, il carcere interessato da un caso positivo e il pronto soccorso sotto osservazione speciale. Una situazione di piena emergenza che ha portato il sindaco Annamaria Casini a chiedere la “zona rossa”, per Sulmona. Ma la Asl senza nemmeno aspettare la richiesta formale del sindaco, stoppa l’iniziativa con un secco no. «La clinica è oggetto di costante monitoraggio», afferma in una nota la Asl, «attraverso il proprio dipartimento di prevenzione che, in collaborazione con la direzione sanitaria del San Raffaele, ha posto in essere tutte le azioni tese al controllo e limitazione dei casi verificatisi all’interno della stessa. In particolare, occorre precisare che i casi accertati Covid positivi, risultano essere di 21 pazienti e 9 operatori sanitari. I pazienti sono ricoverati in sicurezza al San Raffaele, attraverso l’utilizzo di posti letto in stanze singole, in un settore della struttura isolato e distinto». Dalla San Raffaele fanno, però, presente «di aver inoltrato richiesta di trasferimento dei pazienti positivi attualmente in clinica in idonee strutture Covid individuate dalla Regione. Nel frattempo», si legge in una nota della clinica, «per la gestione dei 23 pazienti positivi al Covid-19 (tutti asintomatici), è stato iniziato un percorso di osservazione (corte) in area di isolamento e precisamente in 2 reparti adiacenti al primo piano della struttura con accesso e percorsi dedicati per il personale, per il vitto e per la biancheria ed è stato attivato un data-base elettronico per la distribuzione dei pazienti nelle stanze. Tutti i pazienti in questione sono stati isolati in stanze singole con bagni e, in ogni stanza, è stato sistemato un raccoglitore per i rifiuti ospedalieri dedicato ai Covid positivi. Sono stati forniti i dispositivi di protezione individuali necessari per isolamento respiratorio e da contatto sia ai pazienti che agli operatori sanitari. Sono presenti erogatori di gel igienizzante per l'igiene delle mani alla fine di ogni contatto con il paziente ed all’inizio e alla fine di ogni turno. Il personale è dotato di termometri e fonendoscopio per ogni paziente; il personale medico, infermieristico ed ausiliario è dedicato e sono stati identificati locali all’interno della corte per la vestizione e svestizione degli operatori. Disposizioni che mirano a creare una situazione di assoluta sicurezza», fa sapere la clinica, che aggiunge «di aver sospeso tutte le attività di ricovero e di specialistica ambulatoriale e di aver proceduto alla sanificazione straordinaria di tutta la struttura».
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