Pescasseroli

Caso Amarena, l’azione del Parco va avanti: chiederà il risarcimento danni

28 Giugno 2026

L’ente chiarisce che ha deciso di agire in questa maniera nonostante il “no” alla costituzione di parte civile

PESCASSEROLI. L’esclusione dal processo penale non fermerà l’azione del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sul caso Amarena. L’ente ha annunciato che chiederà il risarcimento dei danni davanti al giudice civile, dopo che la sua costituzione di parte civile nel procedimento per l’uccisione dell’orsa è stata respinta. La precisazione è arrivata attraverso una nota diffusa sui canali social del Parco, dopo le polemiche suscitate dalla decisione. «Amarena non era solo un’orsa», sottolinea l’ente, «ma un individuo conosciuto, seguito e amato, capace di rappresentare il valore e la fragilità dell’orso bruno marsicano». Il Parco spiega di aver atteso la comunicazione ufficiale dell’Avvocatura dello Stato prima di ricostruire l’accaduto.

Secondo la versione dell’ente, l’esclusione non sarebbe dipesa da una svista nell’indicazione del legale rappresentante, ma da una diversa interpretazione delle norme sui poteri dell’Avvocatura dello Stato. È infatti quest’ultima a rappresentare e difendere in giudizio le amministrazioni statali e gli enti pubblici ammessi al suo patrocinio. Il servizio giuridico del Parco gestisce il contenzioso in raccordo con l’Avvocatura, predisponendo memorie e relazioni sugli elementi di fatto e di diritto, ma non interviene direttamente nelle fasi processuali. La richiesta di costituzione di parte civile era stata quindi depositata dal difensore istituzionale dell’ente. Il contrasto, chiarisce il Parco, si è consumato sul piano tecnico-giuridico.

L’Avvocatura avrebbe ritenuto che la specialità del proprio patrocinio consentisse di procedere senza alcune formalità normalmente richieste, mentre il giudice ha adottato un’interpretazione differente. Da qui l’esclusione dal processo penale. La decisione, tuttavia, non impedisce di promuovere un’autonoma azione risarcitoria. «È esattamente questa la strada che il Parco intende seguire», si legge nella nota. Resta dunque ferma la volontà di far valere nelle sedi competenti il danno causato dall’uccisione dell’orsa, avvenuta a San Benedetto dei Marsi nell’agosto 2023. L’ente ribadisce infine che non verrà meno l’impegno per la tutela dell’orso bruno marsicano, per la conservazione della specie e per la difesa del patrimonio naturale rappresentato da Amarena. Un gesto, conclude il Parco, che ha colpito profondamente l’area protetta, il territorio e una comunità molto più ampia.

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