Castel del Monte, allarme cinghiali

La consigliera Morico lancia un appello alle istituzioni: servono misure urgenti
CASTEL DEL MONTE. La consigliera di minoranza (capogruppo di “Uniti per Castel del Monte”) del Comune di Castel del Monte, Luciana Morico, ha scritto una lettera appello alle istituzioni nazionali, regionali e locali affinché vengano prese iniziative concrete per limitare il più possibile la presenza dei cinghiali nel territorio aquilano.
«Il numero crescente di cinghiali sta diventando un problema sempre più grande non solo per il nostro tenitorio ma per l’Italia intera», si legge nella lettera. «Il loro proliferare, che si manifesta nell’invasione di campi coltivati, centri abitati e strade, rappresenta un grave pericolo per le persone e le cose. È evidente che il problema va affrontato con la dovuta competenza, decisione e rapidità. Molte sono le cause che hanno portato al loro aumento a dismisura, tanto che, ovunque, negli ultimi mesi, si sono moltiplicate le segnalazioni sia in zone limitrofe al centro abitato, sia nelle aree più aperte. Nel nostro paese, Castel del Monte, che ha circa 400 residenti ed è incluso nella Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli e fa parte del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga il problema cinghiali è molto serio e particolarmente sentito da tutta la cittadinanza. Siamo ormai circondati da almeno tre branchi (composti da circa 30-40 capi ciascuno) che in 3 diversi punti del paese assediano i residenti e i turisti. A volte si spingono anche all'interno del centro abitato e non temono più la presenza umana. Notevoli sono i danni arrecati alle coltivazioni delle aziende agricole del territorio che tanto si attivano nelle produzioni tipiche quali farro, lenticchie, grano, orzo e foraggio, prodotti di qualità legati alla cultura delle nostre comunità e che rappresentano la ricchezza del territorio stesso. Ci appelliamo, pertanto, alle istituzioni italiane», si legge infine nella nota della consigliera Morico, «affinché tale problema venga urgentemente trattato e siano intraprese tutte le giuste e opportune iniziative – da applicare con leggi apposite – atte a riportare alla normalità la coabitazione dell’uomo con la fauna selvatica». (g.p.)
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