“Caule e pesce”, tornano i rintocchi del Natale

25 Novembre 2020

SULMONA. L’emergenza pandemica non ferma le tradizioni. Ogni sera, da ieri, dopo le 19, il campanile della chiesa della Santissima Annunziata torna a suonare a ritmo di caule e pesce (cavoli e pesce)....

SULMONA. L’emergenza pandemica non ferma le tradizioni. Ogni sera, da ieri, dopo le 19, il campanile della chiesa della Santissima Annunziata torna a suonare a ritmo di caule e pesce (cavoli e pesce). La tradizione viene dalla cantilena che un tempo il sagrestano ripeteva a se stesso quando suonava il campanone per annunciare l’imminenza delle festività natalizie. Da quella cantilena, che si riferiva al tipico pasto della vigilia natalizia, ha preso il nome la tradizionale melodia che, per il suo significato di gioia e di speranza, è di buon auspicio soprattutto in questo periodo molto delicato. «Anche quest’anno la tradizione va avanti», conferma Armando Valeri, presidente della Casa Santa dell’Annunziata che è proprietaria dell’omonima chiesa e del complesso monumentale. L’antica usanza, che preannuncia il Natale, è stata ripristinata nel 2017, dopo una breve interruzione. Mentre alla fine degli anni ’80, su invito dell’allora senatore e avvocato Michele Celidonio, fu un comitato composto da emigrati e sulmonesi a sottoscrivere una raccolta fondi per il restauro della parte interna del campanile e l’elettrificazione delle campane che permise il ritorno in auge della storica tradizione. Quest’anno l’annuncio di caule e pesce rappresenta un segno di speranza per l’emergenza in atto. Con il Natale che sarà diverso dal solito e le piccole cose, come questa melodia, che acquistano maggiore significato. Come il campanile che si accende all’imbrunire e la melodia che si propaga in centro e oltre. Il complesso, dedicato all’Annunziata e costituito dalla chiesa con l’annesso palazzo, è forse il monumento più rappresentativo e celebre della città, poiché racchiude e sintetizza secoli di storia e di espressioni artistiche. Chiesa ed ospedale furono fondati nel 1320 dalla confraternita laica dei Compenitenti. Grazie all’aiuto di potenti e al contributo della cittadinanza, l’ospedale divenne uno dei più importanti del Regno di Napoli. (f.p.)
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