Celano fra luci e ombre nell’estate di Carusi
Ho trascorso l’intero mese d’agosto nella mia Celano. Una gioia spenta solo dal dolore di veder bruciare le montagne nei dintorni. Era da tanto tempo che mancavo ed è stato dunque naturale il...
Ho trascorso l’intero mese d’agosto nella mia Celano. Una gioia spenta solo dal dolore di veder bruciare le montagne nei dintorni. Era da tanto tempo che mancavo ed è stato dunque naturale il confronto dei ricordi con quel che di nuovo vi ho trovato. A cominciare (e mi scuso per dover tralasciare molto) dai luoghi cittadini rimessi in ordine e dalle “Fonti del Miracolo”, nove cannelle inaugurate nel sacrario dei Santi Martiri a Fontegrande, il 25 agosto, davanti a una folla commovente.
Quello stesso giorno c’era stata, al Castello, la Giornata dell’Emigrante durante le celebrazioni della quale avevo avuto modo, in un breve intervento, di sottolineare come proprio la cura responsabile delle nostre radici faccia, di ognuno di noi lontano dal luogo natale, un pezzo comunque imprescindibile del suo futuro.
Il mese s’è aperto con la festa della Madonna del Giubileo, cui sono legato essendo io dell’Aia e quindi avendo nella chiesa di San Rocco, che la celebra, la “mia” chiesa. Poi la visita del direttore della sicurezza del Courts Administration Service canadese, Luciano Bentenuto, arrivato da Ottawa perché legato ai celanesi residenti in Canada; e una gita culturale alla valletta del Pago, fra la Serra e Santa Iona, dedicata da Angelo Ianni e Sergio Iacoboni alla nostra storia prefedericiana e alla natura dei luoghi. Il premio “Memorie di Città” ai musicisti celanesi scomparsi, in un’edizione indimenticabile di “Bastioni e Bastimenti”, triduo di musica, gastronomia e storia che vidi nascere 12 anni fa ed è diventato un punto di riferimento dell’estate abruzzese. Una mostra stupenda del ricamo antico e le esposizioni estemporanee, senza voler considerare quelle permanenti al Castello. Infine le feste dei Santi Martiri, bellissime. Sia detto, non è tutto merito diretto dell’amministrazione comunale. L’associazionismo celanese è vitale e meritevole del plauso più grande. Ma le si deve riconoscere una vicinanza particolare alle cose cittadine. Dovrebbe essere normale, diremmo tutti. Ma sappiamo che non sempre va così. È stato presentato un “masterplan” (sarebbe stato meglio chiamarlo “progetto di massima”, ma l’italiese imperversa) di sviluppo nei prossimi anni, segno di sguardo al futuro. Certo, ha un po’ di punti interrogativi. In consiglio comunale l’opposizione ne ha messi in risalto alcuni da condividere. È, per esempio, quantomeno discutibile l’idea di un ascensore fra piazza Aia e Dietro Castello. Così come, invece, dovrebbe essere demolito, per farne un parco, l’orrendo edificio sorto, sempre all’Aia, al posto della Scuola Prodigo: altro che spostarvi gli uffici comunali! Poi ha ragione il professor Alberto Paris, clinico illustre e autentico pozzo di scienza: è assurdo pensare all’abbattimento dell’istituto Don Minozzi senza una ricerca preventiva di ciò che sotto vi si trovi, là dove sorgevano il Palazzo Comitale e il Convento dei Celestini.
Infine, me ne sono reso conto passeggiando per le vie cittadine, il controllo di pubblica sicurezza da rendere più stringente su certe abitazioni, dove il traffico non sembra propriamente di irreprensibili inquilini. De minimis: non si può vedere che, in piazza IV Novembre, un totem con la scritta “WC” accolga chi arriva dalla principale via Roma. E in ultimo, ma non ultimo, il galateo istituzionale che prevede, in consiglio e nelle manifestazioni pubbliche, un protocollo preciso e che non viene rispettato, mentre sarebbe invece da non eludere perché la forma è sostanza, nonostante che oggi se ne evitino le necessità in favore d’una faciloneria perniciosa. Però, insomma, Celano si muove e prova a farlo bene.
La mia storia personale e d’amicizia è vicina alla migliore Forza Italia, quella degli Antonio Martino e non dei Razzi, per intenderci, partito che non è al governo celanese. Ma non posso fare a meno d’ammirare un impegno che negli anni ha promesso e oggi comincia a mantenere. E per amore di Celano non posso tacerlo.
(* Pianista, Ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo)
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