Centinaia di persone per l’addio all’albergatore morto in montagna

1 Maggio 2022

Tra i familiari e i tanti amici, anche i clienti più assidui della struttura che Trozzi gestiva in paese Toccante il ricordo di don Cardenas: una persona che con il suo sorriso generoso accoglieva tutti

PESCOCOSTANZO. Centinaia di persone hanno accompagnato Marco Trozzi, l’albergatore morto scivolando, mentre scendeva con gli sci, in un canalone della Maiella, nel suo ultimo viaggio.
La chiesa di Santa Maria del Colle gremita di gente, tanto che in molti sono rimasti fuori. Tanti amici e conoscenti arrivati da ogni parte dell’Alto Sangro per dare l’ultimo saluto a «una persona perbene, amante dello sport e della natura».
Nella sua omelia don Daniel Cardenas ha ricordato la figura di Trozzi; parole che hanno toccato il cuore dei presenti, con le quali il parroco ha spiegato il mistero della vita eterna e della fede: «La vera bellezza della vita si riesce a immaginare in alta quota, nel silenzio e nel meraviglioso incanto delle montagne, segno della presenza di Dio e segno del cuore umano innamorato dell’infinito», ha detto don Daniel ricordando l’albergatore. «Con Marco perdiamo un fratello forte che amava salire sulle montagne d’Abruzzo, e non solo, per guardare dall’alto l’immensità di Dio. Rimane impressa in tutti noi l’espressione di un’anima limpida che ci insegna che non bisogna arrendersi mai. Una persona che amava lo sport e che con il suo sorriso generoso accoglieva tutti, che ci ha insegnato a puntare lo sguardo sulle realtà più nobili, senza inganni, perché era una persona trasparente, solare».
Un rito funebre celebrato in due atti, così come tradizione vuole a Pescocostanzo, con il feretro che è stato prima portato nella chiesa del Suffragio per la cancellazione, con i salmi e le preghiere cantate in latino, e poi in basilica per la celebrazione della messa. In chiesa, tra i presenti, c’erano anche numerosi turisti che durante l’anno raggiungono Pescocostanzo per trascorrere alcuni giorni nel Bosco di Sant’Antonio o sulle piste da sci, assidui frequentatori dell’albergo che Marco Trozzi, 60 anni, gestiva in paese. «Il suo albergo era una casa per tutti», hanno sottolineato in tanti, «una casa accogliente dove nessuno si sentiva straniero». Dopo la benedizione della salma, il corteo funebre, seguito dalla moglie Gabriella e dai tre figli, si è diretto lentamente verso il cimitero dove la salma è stata tumulata.
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