Centrale elettrica, lavori al palo
La struttura può soddisfare esigenze energetiche di mille famiglie
PRATOLA PELIGNA. Non è bastata la doppia proroga per l’avvio dei lavori sulla centrale elettrica del fiume Sagittario. Gli interventi per realizzare la struttura che dovrebbe sorgere in località Santa Rufina, tra Pratola Peligna e Sulmona, stentano ancora a partire. La centrale dovrebbe captare l’acqua nel corso del fiume Sagittario che attraversa Sulmona, mentre la struttura con la turbina di ultima generazione dovrebbe sorgere nel comune di Pratola. In questa parte di lavoro erano state già avviate le pratiche per consentire gli espropri dei terreni su cui dovrebbe sorgere la turbina, ma poi la società Tesla Green Power di Bergamo, che si sta occupando della realizzazione, ha chiesto due proroghe. Passaggi che hanno allungato di oltre un anno l’avvio dei lavori, tanto che l’ultima proroga autorizzata dalla Regione è scaduta a febbraio scorso. Una doccia fredda per il Comune di Pratola, per il quale la società si era impegnata, a opera finita, a dare una serie di compensazioni come borse di studio, la realizzazione di un parco attrezzato in prossimità della pista ciclabile, acquisto di libri, lampioni alimentati da pannelli fotovoltaici e un parco giochi nella frazione. La centrale sul fiume Sagittario fa parte del cosiddetto “mini idrico” in grado di produrre 439kw di energia elettrica e soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 1000 famiglie. Il tutto consentendo di risparmiare oltre 1.300 tonnellate di anidride carbonica che si otterrebbero se la stessa quantità di energia venisse prodotta da centrali tradizionali. (f.c.)
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