il progetto contestato

Centrale Snam, alternative difficili

Ennesimo vertice con rinvio, ma il via libera è dietro l’angolo

SULMONA. La localizzazione della centrale della Snam resta il nodo da districare nel prossimo incontro di giovedì 24 settembre. Alla fine del confronto di ieri negli uffici della presidenza del consiglio dei ministri, infatti, è stata scelta la strada dell’ennesimo rinvio. Anche se il via libera all’impianto di Case Pente, a pochi passi dal cimitero sulmonese, potrebbe essere dietro l’angolo. Come del resto è scritto nella convocazione della terza riunione a Roma sul “Procedimento amministrativo di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio della centrale di compressione gas Snam di Sulmona”. Per questo il confronto di ieri è stato piuttosto serrato e a tratti teso, con i partecipanti che hanno preferito rinviare anche ogni commento. Per la Regione sono intervenuti il presidente Luciano D’Alfonso, l’assessore Andrea Gerosolimo, il sottosegretario Mario Mazzocca e la dirigente del servizio Politica energetica Iris Flacco. Erano presenti anche il presidente della Provincia dell’Aquila Antonio De Crescentiis e il sindaco di Sulmona Giuseppe Ranalli. Il progetto della Snam prevede la realizzazione di una centrale di combustione gas con gasdotto nei pressi del cimitero, a Case Pente, in un’area di 12 ettari. Il piano prevede tre turbocompressori meccanici da 11 megawatt l'uno alti 10 metri, oltre a tre caldaie e a un camino di 14 metri. Le strutture saranno montate 4 metri al di sotto del livello della strada e incassate in cabinati. Per l’ossido di azoto le emissioni sarebbero di 18 chilogrammi all’ora, per il monossido di carbonio di 24,5 (secondo i dati forniti dalla stessa Snam). Il procedimento amministrativo va avanti dal 2004, fra conferenze di servizi e risoluzioni.

Federica Pantano

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