Cialente: ecco le cose da cambiare
Nomine Usra e rapporti tra imprese e progettisti i nodi da risolvere
L’AQUILA. «Sapevamo che nel decreto approvato lo scorso 11 giugno sarebbero rientrati solo una parte degli articoli della legge da noi preparata. Di fatto c’era l’accordo con il governo che, in sede di conversione, sarebbero stati presi in considerazione altri aspetti, confrontando questo testo con il disegno di legge presentato dalla senatrice Pezzopane. Altri punti, quali ad esempio il problema ormai drammatico e paralizzante del personale all’esame dei progetti, dovrebbero invece essere, a giorni, ricompresi in una delibera Cipe attesa per la prossima settimana». A parlare è il sindaco Massimo Cialente, secondo cui «l’articolo 11, al comma 15, ha dato un minimo di ossigeno alle finanze dei Comuni, mettendoci in condizione di approntare il rilancio, sebbene con la necessità di un aumento delle imposte. Ma nello stesso articolo vi sono previsioni normative che riteniamo di non poter condividere. Il primo di questi prevede che il progettista e il direttore dei lavori non possano avere avuto, negli ultimi tre anni, rapporti di natura commerciale, professionale o di collaborazione, con l’impresa affidataria dei lavori, anche in subappalto. Si è andati oltre le nostre intenzioni perché, in un comprensorio piccolo come il nostro, è impensabile che negli anni non vi sia stato alcun rapporto professionale, anche il più semplice, tra progettisti e ditte aquilane. C’è poi il comma 7 che prevede, in caso di fallimento dell’affidatario dei lavori o di liquidazione coatta e concordato preventivo dello stesso, la risoluzione di diritto del contratto. Cosa che non va bene poiché non si può estendere la risoluzione del contratto anche alle aziende in concordato preventivo. Altro errore, direi ideologico, è il punto che rinvia al Presidente del Consiglio la nomina dei direttori dell’Usra. Ciò significherebbe rinunciare alla condivisione con i Comuni e imporre un nuovo commissariamento».
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