Cialente scrive a Renzi «Sul Progetto Case controlli del governo»

21 Marzo 2016

Il sindaco: cosa facciamo degli alloggi? Servono risposte Chieste verifiche sull’affidabilità delle piastre antisismiche

L’AQUILA. Una lettera al governo con una serie di richieste precise e urgenti sul progetto Case, sul quale da qualche settimana si è aperto un dibattito rimasto a lungo sopito, se non nelle ipotesi avanzate (e poi tramontate) dal sindaco già da un paio di anni di collocare campus universitari in un paio di queste “new town”. A scrivere al premier Matteo Renzi è proprio il primo cittadino Massimo Cialente, che chiede a Roma: «Cosa facciamo di questo progetto Case? Vogliamo parlare con la commissione europea e chiarire se le strutture sono nostre o meno?». Non si possono rischiare, infatti, sanzioni e richieste di restituzione di soldi (sono 375 i milioni del Fondo di solidarietà europeo per contribuire a costruire un immenso patrimonio immobiliare costato quasi un miliardo). Il nodo è sempre lo stesso da un po’ di tempo, da quando il capogruppo del Pd, Stefano Palumbo, ha posto in consiglio comunale la questione della programmazione di un futuro smantellamento del progetto Case: abbattere i 19 insediamenti voluti dal governo nel 2009 e i 21 villaggi Map, oppure riusarli? E come riusarli? Ipotesi sono arrivate dal M5s, dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso e dalla senatrice del Pd, Stefania Pezzopane, che per motivi diversi propongono di riqualificare l’immenso patrimonio immobiliare post-sisma. Il sindaco, che definisce la discussione che si è avviata «allucinante», chiarisce: «Non si può muovere un dito fino a quando non avremo una diagnosi precisa sullo stato di salute delle strutture e su quanto dice la legge europea». «Ora il governo dovrà fare un’istruttoria, saranno tempi lunghi», aggiunge, «sul problemi degli isolatori sismici prima di tutto. Sappiamo che non sono a norma perché non hanno superato il collaudo, e una parte di questi, non sappiamo quali sono, si rompe. Abbiamo per questo scritto a Roma per chiedere di aprire tutti gli isolatori, circa 1.800, e vedere dove stanno quelli difettosi. Li possiamo tenere oppure sarà un problema usarli in futuro? Questo è un nodo che deve sciogliere Roma», insiste Cialente. Altra domanda che il sindaco ha rivolto al governo riguarda la manutenzione, in quanto stanno emergendo problemi particolari ed è stato chiesto al «caro governo» che «o ci danno un sacco di soldi per rimettere a posto in particolare gli alloggi dove ci sono i balconi pericolanti e nei quali si stanno incurvando anche i solai a causa delle infiltrazioni di acqua o, in caso contrario il Comune non li risistemerà».

Marianna Gianforte

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