Ciclabile sui 4 km dell’ex ferrovia Il Comune rispolvera il progetto

Fissato per mercoledì 6 dicembre l’incontro con la società Trara proprietaria dei 33mila metri quadri I binari tagliano in due la città e arrivano fino al vecchio zuccherificio, da decenni sono nel degrado
AVEZZANO. Riqualificare la vecchia ferrovia del nucleo industriale, che taglia in due la città, da anni al centro di polemiche. All’indomani della transazione di 647mila euro con la ditta Mascitti per i canoni non versati sulle cave a Santa Lucia – soldi che andranno a finanziare lavori su strade e marciapiedi – il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio annota sull’agenda un altro importante incontro: quello con la società Rivalutazione Trara, che fa capo alla famiglia Piccone di Celano. La riunione è fissata per mercoledì 6 novembre.
IL CASO EX ZUCCHERIFICIO
Da Palazzo di città si spera in un esito positivo per un’altra storica e ingarbugliata controversia legata alla ferrovia che un tempo serviva il vecchio zuccherificio di Avezzano. Un tracciato di circa 4 chilometri che collega la stazione con il nucleo industriale. Il Comune ha sempre manifestato la volontà di rientrare in possesso dell’area (33mila metri quadrati) per toglierla dal degrado e dall’incuria. A trattare con l’imprenditore Ermanno Piccone, scomparso nel 2018, ci avevano provato sia Di Pangrazio, durante il suo primo mandato – la società voleva due milioni 800mila euro, il Comune di Avezzano non andò oltre i 300mila euro – che il suo successore Gabriele De Angelis. Entrambe le trattative si erano però arenate. Ora Di Pangrazio ci riprova. In caso di esito positivo, l’amministrazione vorrebbe inserire il percorso nell’ambito del nuovo piano cittadino per la mobilità sostenibile e trasformare i vecchi binari in una pista ciclabile panoramica. Il nodo da sciogliere riguarda appunto il prezzo di vendita. La società Trara ha da tempo messo all’asta anche l’ex zuccherificio, suddiviso in lotti.
ALTRI CONTENZIOSI RISOLTI
È lunga la lista dei contenziosi risolti da inizio consiliatura. Primo tra essi il cosiddetto Lodo Irimi legato al nuovo municipio: l’amministrazione comunale è riuscita a chiudere con un accordo transattivo l’annoso contenzioso a un costo minore rispetto al lodo arbitrale che prevedeva un esborso per le casse dell’ente di circa due milioni di euro. Una svolta arrivata prima di ottenere i 5 milioni del Pnrr per il completamento della storica incompiuta. Impegnativa anche la vicenda con l’impresa di costruzioni Rozzi, riguardante alcuni terreni occupati dalla viabilità in via Allende e parte di piazzale Kennedy, chiusa nel 2021 a seguito dell’approvazione dell’accordo di transazione del 2020. Parte dell’area rientra nella riqualificazione di piazzale Kennedy. «Vertenze risolte studiando attentamente le carte e assumendosi responsabilità», afferma il sindaco Di Pangrazio tracciando un bilancio, «frutto della capacità di chiudere situazioni così complesse, che nessuno era riuscito a comporre, anche grazie al senso di responsabilità e al prezioso gioco di squadra». L’ultima in ordine di tempo riguarda una causa con la ditta Mascitti e figli che si trascinava dal 2011 per i canoni non versati su terre civiche in località Santa Lucia utilizzate per attività estrattiva e recupero ambientale. Dalla vicenda era nato un lungo contenzioso. La ditta aveva proposto di saldare il debito con terreni, ma l’amministrazione ha preferito «mettere mano a strade e marciapiedi dissestati con lavori pari a 647mila 931,63 euro».
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