Cinghiale in giardino, condannato

Barrea, l’uomo voleva procurarsi salsicce e prosciutti ma dovrà pagare 700 euro
BARREA. Se l’era portato in casa per allevarlo in cortile, come faceva con il maiale. Una volta ingrassato gli avrebbe fruttato gustose salsicce e prosciutti prelibati e di qualità. Ma la presenza del piccolo cinghiale in quel cortile di Barrea non è passata inosservata agli uomini del Corpo forestale, che dopo aver sequestrato l’animale hanno denunciato chi se l’era portato in casa. Protagonista della vicenda Giuseppe Giura di Barrea, che ieri è stato condannato dal giudice Concetta Buccini al pagamento di un’ammenda di 774 euro. Secondo il giudice, infatti, l’uomo non poteva allevare cuccioli di mammiferi selvaggi senza la necessaria autorizzazione rilasciata dall’autorità competente. Così come prevede la legge creata appositamente per proteggere la fauna selvatica che “è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale”. Legge che protegge anche quegli animali che provocano ingenti danni come i cinghiali. Nel corso del dibattimento l’avvocato Marco Presutti, difensore dell’imputato, ha cercato di evidenziare la buona fede con cui aveva agito Giura, finalizzata a proteggere l’ambiente da un animale pericoloso.
FURTO DI METANO. Si era inventato un by pass all’impianto principale del metano con cui è riuscito ad alleggerire il peso delle sue bollette del gas. Ieri Marco Papiccio di Bugnara è stato condannato a 4 mesi di carcere e al pagamento di una multa di 100 euro. (c.l.)
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