Cogesa, atto d’accusa in consiglio «Ecco i responsabili del disastro»

L’opposizione diserta, in aula Nannarone mostra le carte e attacca l’ex dirigenza del consorzio: «Dal 2017: interventi triplicati, consulenze pazze e l’accordo per prenderci l’immondizia aquilana»
SULMONA. Un vero e proprio atto di accusa nei confronti di chi ha amministrato il Cogesa negli ultimi 5 anni. Un lungo elenco di azioni amministrative che avrebbero portato il consorzio sull’orlo del baratro. Parole durissime partite dai banchi della maggioranza che governa a Sulmona, che hanno fatto salire la temperatura in un’aula consiliare sotto zero, con il riscaldamento in tilt e con il sindaco e tutti i presenti bardati con sciarpe e cappotti. Sarà forse stato questo il motivo che ha tenuto lontani i consiglieri di minoranza, tutti assenti, tanto da far venir meno quel confronto che tutti auspicavano per fare definitiva chiarezza su una vicenda, quella del Cogesa, che sta andando avanti tra offese e accuse reciproche della politica mentre la società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti, sta lentamente morendo.
A riscaldare gli animi, come detto, ci ha pensato l’esponente di Sulmona Viva Teresa Nannarone, la quale, dopo aver ottenuto l’accesso agli atti della vicenda giudiziaria “Cogesa”, ha fatto il lungo elenco delle spese: consulenze per migliaia di euro al di fuori dell’ambito societario, incarichi conferiti ad personam, in alcuni casi anche a se stessi. E poi 60mila euro per curare il verde e il cimitero di Molina Aterno, ma anche la cura delle aiuole di Ocri e Barisciano, le strade di alcuni Comuni soci, l’acquisto di 145 telefoni cellulari per 130 dipendenti, e tanto altro ancora. «Bisogna tenere bene in mente quando si sono verificati questi fatti», ha sottolineato Nannarone, continuando: «Nel 2017 si triplicano gli interventi, nel 2017 iniziano le “consulenze pazze”, nel 2017 ci prendiamo la monnezza indifferenziata aquilana. Ma come ce la prendiamo? Mica attraverso il controllo analogo o l’assemblea dei soci? Ce la prendiamo con una scelta dell’amministratore unico, lo stesso amministratore unico che ha dato un ruolo all’interno del Cogesa a un tale che oggi è sotto processo per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. Noi ce lo siamo trovato a vendere al Cogesa un progetto, a presiedere le commissioni di concorso. È chiaro che anche quelli che oggi ci accusano di campanilismo e di essere contro L’Aquila, hanno capito. Perciò io insisto dicendo che deve essere la politica a trovare una soluzione a questa vicenda. Tutto quello che è successo, tutto il disastro del Cogesa è colpa di chi non ha niente a che fare con i partiti».
Dopo Nannarone è toccato al consigliere di maggioranza Maurizio Proietti elencare le conseguenze nocive per la salute derivanti da una scorretta politica dei rifiuti: «Nella discarica di Noce Mattei sono state trovate tracce eccessive di manganese e ferro», ha sottolineato il medico prestato alla politica. E poi via via tutti gli altri consiglieri, con il sindaco Gianfranco Di Piero a chiudere gli interventi prima di sottoscrivere l’ordine del giorno con i seguenti indirizzi: la scelta di un amministratore unico a capo della partecipata da reclutare con bando pubblico; modificare il regolamento del controllo analogo; fissare il tetto massimo delle diecimila tonnellate per i rifiuti aquilani e vigilare sulla salute pubblica. Ma anche l’emendamento per ulteriori discussioni sul Cogesa anche nei prossimi consigli comunali o almeno fino a quando l’opposizione non deciderà di tornare in aula.
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