Collegamenti in tilt al distretto sanitario di Tornimparte
TORNIMPARTE. «Abbiamo inoltrato una nuova richiesta al prefetto Giuseppe Linardi, all’Asl e alla Tim affinché venga trovata una soluzione alla cronica inefficienza della linea dati Hdsl che connette...
TORNIMPARTE. «Abbiamo inoltrato una nuova richiesta al prefetto Giuseppe Linardi, all’Asl e alla Tim affinché venga trovata una soluzione alla cronica inefficienza della linea dati Hdsl che connette telematicamente il Distretto sanitario di base di Tornimparte con il Centro elaborazione dati dell’azienda sanitaria».
A parlare è il sindaco di Tornimparte Giacomo Carnicelli, secondo cui «la struttura non è servita da un sistema di connessione efficiente via cavo e sembra che, per motivi burocratici interni, non possano essere utilizzate connessioni radio. Il perdurare di questa situazione genera cronici ritardi e inaccettabili carenze di funzionamento per una struttura che serve una vasta area compresa tra i comuni di Scoppito e Tornimparte e le popolose frazioni aquilane di Sassa e Preturo».
«Un’area», insiste il sindaco Carnicelli, «che, dopo il sisma, ha visto crescere in maniera importante il numero di residenti. Negli ultimi giorni c’è stato, addirittura, il blocco completo del servizio prenotazione; tale blocco ha causato, tra l’altro, momenti di tensione tra gli utenti e l’incolpevole personale addetto (cui va la nostra totale solidarietà). Tutto ciò è inaccettabile. Non è possibile», aggiunge Carnicelli, «costringere gli utenti a inutili pellegrinaggi per effettuare una prenotazione ed è inaccettabile che il personale addetto debba lavorare in simili condizioni. Nella nota in questione abbiamo rimarcato, inoltre, che la struttura dovrebbe garantire il servizio Cup, il pagamento del ticket sanitario, l’accesso al poliambulatorio specialistico e altri servizi riconducibili al diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, di ogni cittadino, che troppo spesso non risulta essere efficiente».
Per il primo cittadino di Tornimparte si profila, dunque, «una chiara interruzione di pubblico servizio. Confidiamo che, grazie all’interessamento del prefetto Linardi, si possa, finalmente, porre rimedio a un disservizio che sembra essere burocratico prima ancora che tecnico».
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