Colletta per il pallone, così è nata la Fucense

I rossoblù di Trasacco celebrano i cent’anni di vita: l’aneddoto di Piola, la D e ora l’obiettivo Promozione
TRASACCO. È il dicembre del 1922 quando un gruppo di studenti trasaccani decide di dare vita a una squadra di calcio che possa rappresentare tutto il paese. Detto e fatto. Una colletta per acquistare un pallone. E poi la scelta dei colori rossoblù che si ispirarono a quelli del Genoa, prima squadra di calcio che vide la luce in Italia. A seguire, la scelta del campo di gioco, individuato in località Colletrone. Poche pretese, ma tanta voglia di affermare la propria supremazia territoriale affrontando i rivali dei paesi confinanti. Epiche le battaglie contro il Luco, l’Ortucchio, il San Benedetto, il Pescina, con un entusiasmo sempre crescente. Emblematico anche l’aneddoto che narra Tito Lucarelli, memoria storica del calcio fucentino: «Sono in pochi a saperlo, ma all’inizio degli anni ‘40, il grande Silvio Piola ci degnò più volte di una sua visita, quando con i suoi amici veniva a caccia dalle nostre parti, e non era raro vederlo scambiare qualche palleggio con i ragazzi di Trasacco che restavano estasiati al solo poterlo ammirare da vicino».
Ma il tempo corre veloce, fino ad arrivare ai giorni nostri, non senza aver fatto cenno al periodo della serie D, quello a cavallo tra gli anni 80 e 90, punto più alto della storia sportiva della Fucense, che poteva fare affidamento su atleti che rispondono ai nomi di Francesco Capriotti, di Tonino Rosa e soprattutto dei fratelli Angelo e Sergio Catarinacci, con quest’ultimo che successivamente divenne una vera e propria bandiera anche nell’Avezzano, conquistando con i biancoverdi l’accesso alla C2.
Adesso, però, si deve guardare al futuro, e dopo un anno di stop imposto dal Covid, la società presieduta da Maurizio Di Cintio, ha deciso di puntare al salto di categoria per festeggiare nel modo migliore il secolo di vita: «La Prima categoria ci va decisamente stretta» afferma il patron «e allora abbiamo deciso che è tempo di riprenderci il posto che la storia ci ha assegnato. Per salire in Promozione abbiamo confermato Antonello Gallese alla guida tecnica, ma abbiamo allargato la base con l’ingresso di Carlo Iacovitti che in qualità di direttore sportivo avrà il compito di reperire sul mercato quegli elementi necessari per il raggiungimento dell’obiettivo». Con simili presupposti, mister Gallese non può che accettare il peso del compito che lo attende: «Sono consapevole del lavoro che mi aspetta, ma non mi spaventa, anzi è uno stimolo in più per fare bene e per soddisfare sia le richieste della società che quelle della tifoseria rossoblù». Una mano l’ha data e la sta dando anche l’amministrazione comunale guidata da Cesidio Lobene, perché il calcio a questi livelli, funziona anche e forse soprattutto come veicolo aggregativo. Fra qualche giorno riprenderà la preparazione precampionato, e l’erba del Comunale non aspetta altro che di essere calpestata. Le avversarie sono avvisate. La Fucense vuole tornare a rinverdire i fasti del passato e celebrare al meglio il secolo di storia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

