Commercio in crisi, grido d’aiuto: «Piano per difendere le botteghe»

30 Dicembre 2022

A Borgo Pineta abbassa le saracinesche dopo tre generazioni l’alimentari gestito dalle sorelle Lancia Le associazioni di categoria: aumentano spese e concorrenza, servono interventi per evitare il peggio

AVEZZANO. Un lungo messaggio in vetrina e l’addio ai clienti e al quartiere che per 70 anni li hanno ospitati. Così la famiglia Lancia ha deciso di scrivere la parola fine a una storia lunga decenni. La crisi, la concorrenza e la scarsa attrattività della città hanno costretto per anni i titolari del negozio di alimentari di Borgo Pineta a lottare per continuare ad alzare ogni giorno la saracinesca del negozio. Ma negli ultimi tempi la situazione è precipitata, e così Fabiola e Mara Lancia hanno deciso di dire addio a un sogno iniziato dai nonni Michele Lancia e Giuseppina Petrella, proseguito con i genitori Vincenzino e Nunziatina, e infine portato avanti da loro.
L’ADDIO
Un cartello rosso su una delle vetrine dell’alimentari di via don Giovanni Minzoni e la serranda abbassata hanno trasformato un punto di ritrovo dell’intero quartiere in un luogo dei ricordi. «Molti si chiederanno il perché e il motivo è semplice», spiegano le sorelle Lancia, «siamo stanche di lottare contro i mulini a vento, la crisi incombe, fra tasse e balzelli non riusciamo più a districarci, tutto aumenta, la concorrenza è sempre più agguerrita, gli stili di vita sono cambiati, le bollette ultimamente sono ingestibili ed ecco qua che vengono meno le condizioni e soprattutto l’entusiasmo per continuare a tenere aperto questo negozio, che ha visto crescere intere generazioni, che è sempre stato un punto di riferimento per tutti. E non lo diciamo noi ma le tante persone che ci conoscono». Non è stato facile tirare avanti negli ultimi anni, ma come tutti i negozi di vicinato anche le sorelle Lancia hanno stretto la cinghia e guardato avanti per tutti quei clienti che per loro rappresentavano una grande famiglia. «La nostra è stata una decisione sofferta, ponderata, coraggiosa», concludono le storiche commercianti, «ma inevitabile anche perché nella vita tutto ha un inizio e poi una fine. E per noi, per il nostro negozio quel momento è arrivato, abbiamo tenuto duro per tanto tempo, abbiamo sperato fino all’ultimo ma non c’è stato niente da fare, siamo state costrette ad arrenderci».
TROPPE SPESE
Il caro energia e gli affitti alle stelle hanno messo alle strette molti commercianti. «I negozi di prossimità rappresentano un punto di riferimento importante per i quartieri», commenta Carlo Rossi, direttore di Confesercenti, «purtroppo le spese che quotidianamente devono affrontare, unite a caro energia e affitti, che ad Avezzano continuano a essere troppo alti nonostante il periodo che viviamo, finiscono per schiacciare il piccolo. Mettiamoci poi la concorrenza dei colossi e dell’on line. La chiusura di un negozio di vicinato è un dramma perché mette in crisi la sicurezza sociale e crea assenza di servizi soprattutto per gli anziani». Secondo Giuliano Montaldi, presidente di Confcommercio, «la chiusura dell’ennesimo negozio ci deve far riflettere sulla necessità di agire in modo radicale sul problema dell’impoverimento di Avezzano. Continuiamo a chiedere a gran voce che venga istituito un tavolo sulla crisi del commercio per capire tutti insieme come intervenire per evitare il peggio». Secondo Fabrizio Bellisari e Francesco D’Amore, direttore e presidente della Cna, «oggi più che mai è necessario un intervento in grado di calmierare, di rassicurare e di offrire una prospettiva ai nostri artigiani e piccoli imprenditori. Ma va fatto subito se si vuole scongiurare un impatto socio economico devastante a livello di sistema Paese».
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