Comune nel business caro estinto Si accelera sul tempio crematorio

Progetto in Commissione urbanistica (domani). Deciderà il consiglio. Arriveranno 62mila euro ogni anno L’assessore Ruscio: «Valutiamo la proposta, fonte di introito ma terremo conto dei rischi per l’ambiente»
AVEZZANO. Nel business del caro estinto vuole fare la propria parte anche il Comune di Avezzano. Così il progetto del tempio crematorio da realizzare in città va avanti senza sosta (e finora senza ostacoli) e domani sarà al vaglio della Commissione urbanistica presieduta dal consigliere comunale Gianluca Presutti: l’amministrazione avvierà il procedimento «per valutare l’opportunità o meno dell’impianto adiacente al cimitero». Perché c’è da tenere conto di tutti i possibili rischi ambientali, a cominciare dalle emissioni in atmosfera in un’area a fortissima vocazione agricola. Stando al progetto, saranno circa 1.200 le cremazioni in dodici mesi e all’anno nelle casse del Comune finiranno 60mila euro. Sarebbe il primo impianto del genere in Abruzzo; tutti gli altri progetti finora presentati, da San Salvo a Oricola, passando per San Demetrio ne’ Vestini, sono stati bocciati.
DECIDERÀ IL CONSIGLIO
Il tema tempio crematorio è stato già affrontato in conferenza di servizio e, in via informale, nella Commissione ambiente presieduta da Maria Antonietta Dominici, senza contrarietà in linea di principio; la proposta dell’azienda verrà esaminata domani alle 17 in Commissione urbanistica, per poi approdare in consiglio comunale. Sarà quella la prova del nove per l’eventuale realizzazione dell’impianto con un investimento privato di oltre 2 milioni e 583mila euro su un’area per complessivi 3mila metri quadri. Per l’eventuale gestione si procederà a un avviso pubblico. Le società Altair funeral srl di Bologna, Edilver srl di Villadossola, provincia di Verbano-Cusio-Ossola, e Limaco srl di Roma hanno formalmente presentato al Comune una proposta di partenariato pubblico-privato. Nelle casse dell’Ente, in base a un’analisi della società proponente, che ipotizza «1.200 cremazioni annue (al prezzo di 515 euro l’una, per i residenti dovrebbe scattare uno sconto del 25%)», stando alle percentuali medie di agio incassate da altri Comuni italiani (10%), «affluirebbero circa 62mila euro annui».
«FONTE DI INTROITO»
«Le cremazioni in Italia sono in forte crescita», afferma Loreta Ruscio, assessore alle Aree cimiteriali del Comune di Avezzano, «e possono rappresentare una fonte di introito per il Comune per far fronte alle spese correnti e garantire servizi migliori ai cittadini, quindi, è utile esaminare la proposta nel dettaglio, per poi decidere serenamente la strada migliore. Il primo presupposto, comunque, è il rispetto assoluto delle norme di tutela ambientale, a cominciare dalla salute dei cittadini. La valutazione compete all’Agenzia regionale di tutela ambientale che dovrà dare l’autorizzazione ed effettuare i successivi controlli sulle emissioni in atmosfera».
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