Comune truffato, in cella imprenditore
Il giovane è anche accusato di avere falsificato alcune pratiche per la ricostruzione. Sequestrati immobili e un’auto
L’AQUILA. Poco più di un anno fa ci fu un blitz della Finanza in Comune per stanare il presunto autore di una truffa ai danni dell’ente. Ieri, dopo una lunga indagine, è finito in carcere il sospettato. Si tratta di un giovane imprenditore aquilano, Andrea Dionisi, 31 anni, al quale ora vengono fatte anche altre contestazioni.
Ieri mattina i militari del nucleo di polizia Tributaria dell’Aquila, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Guendalina Buccella, hanno condotto il giovane alle Costarelle. Eseguiti anche sequestri di beni mobili e immobili per un totale complessivo di 155mila euro. Deve rispondere di truffa ai danni di ente pubblico e reati di falso.
L’inchiesta ha avuto inizio a giugno 2013, quando un funzionario comunale, Antonio Zuppella, segnalò la possibile contraffazione di una determinazione dirigenziale con cui doveva essere liquidato l’indennizzo di 180mila euro in favore di Domenico Centi Pizzutilli per l’occupazione di un suo terreno adibito a uso tendopoli a seguito del sisma del 6 aprile 2009.
Le immediate indagini delegate dal pubblico ministero alla Guardia di finanza hanno consentito di accertare l’effettiva falsificazione dell’atto di liquidazione da parte del sospettato e di recuperare immediatamente parte della liquidità indebitamente percepita e ancora in possesso dell’indagato. I successivi approfondimenti dei finanzieri del nucleo di polizia Tributaria, coordinati dal procuratore della Repubblica del capoluogo Fausto Cardella e diretti dal pubblico ministero Fabio Picuti, hanno consentito di far luce su ulteriori presunte condotte illecite dell’uomo che, presentandosi ad alcuni proprietari di abitazioni danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009 come imprenditore edile per la realizzazione delle opere di ricostruzione, induceva i committenti al pagamento dell’anticipo dei lavori per un importo pari al 25% del finanziamento senza, però, eseguire alcun lavoro. Ancora, in un’altra circostanza, i finanzieri hanno scoperto che il sospettato avrebbe sostituito il nome e la firma del proprio genitore, quale tecnico responsabile di un progetto di ricostruzione, con il suo, pur di conseguire i compensi.
A copertura del danno cagionato dalla truffa, l’autorità giudiziaria ha incaricato, inoltre, i finanzieri di sottoporre a sequestro preventivo per equivalente i beni mobili e immobili di proprietà dell'uomo fino a 155mila euro, somma oggetto della truffa.
Sono stati così sequestrati immobili, quote societarie e un’autovettura. Nel corso del procedimento l’indagato è assistito dall’avvocato di fiducia Ubaldo Lopardi.
Entro cinque giorni il gip dovrà fissare l’interrogatorio di garanzia.
Quando la vicenda venne a galla ci fu un certo imbarazzo in Comune visto che ci si rese conto che troppa gente poteva entrare negli uffici e manipolare a piacimento gli incartamenti.
Per questa ragione l’assessore comunale alle Finanze Lelio De Santis prese i primi provvedimenti.
Infatti stabilì un regolamento rigido per gli ingressi dei privati in uffici importanti come quelli connessi alla ricostruzione. Inoltre dispose un maggior uso dei sistemi informatici a scapito della documentazione cartacea.
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