Comunioni in città, le date non tornano

I ristoratori ai parroci: «Va evitato il concentramento delle feste a maggio e giugno, così perdiamo troppi banchetti»
SULMONA. Redigere un calendario annuale delle celebrazioni delle prime comunioni, nelle parrocchie della diocesi di Sulmona, così da agevolare i ristoratori e creare un flusso economico più redditizio rispetto all’attuale. La proposta arriva da alcuni ristoratori peligni, che da tempo lamentano i problemi provocati da una sovrapposizione di date nelle quali le parrocchie celebrano le prime comunioni, tutte concentrate nel periodo che va dalla fine di maggio alla metà di giugno. «Il problema nasce dal fatto che con la sovrapposizione delle date noi ristoratori siamo costretti a malincuore a dover dire di no a quelle famiglie che vorrebbero festeggiare l’evento nei nostri locali», afferma Salvatore Margiotta, titolare dell’agriturismo “Casina Italica” di Corfinio, «il paradosso è che in quei giorni i nostri locali sono stracolmi mentre nel resto dell’anno dobbiamo fare i conti con un’affluenza più esigua». I ristoratori si rivolgono direttamente al vescovo Angelo Spina, che ha sempre dimostrato sensibilità verso i problemi del lavoro, dei giovani e dell’economia del nostro territorio. «Chiediamo al vescovo un’opera di sensibilizzazione verso i parroci, affinché creando scaglioni organizzati della celebrazione delle comunioni, tra primavera e autunno», prosegue Margiotta, «possano agevolare il lavoro dei ristoratori così da consentire introiti più consistenti per un settore come il nostro che ha bisogno di continua linfa per poter sopravvivere e dare prospettive di lavoro a tanti giovani».
Attualmente le comunioni a Sulmona e nei paesi limitrofi vengono celebrate soltanto nelle domeniche tra maggio e giugno. Questo fatto provoca un ingorgo nelle prenotazioni dei pranzi, costringendo numerose famiglie ad emigrare verso ristoranti della costa dove c’è più disponibilità di posti. «Nei periodi delle comunioni siamo costretti ad allargare le sale e ad installare gazebo all’esterno dei locali proprio per tentare di soddisfare le richieste del maggior numero possibile di locali» interviene Alessandro Pelini, titolare del ristorante “Masserie della Rocca”, «Comprendiamo le esigenze delle parrocchie però anche loro dovrebbero venire incontro alle nostre richieste, estendendo a più mesi il periodo delle comunioni».
Sulla stessa linea Pino Sito, ristoratore del locale “Incoronata”. «È necessario collaborare per far progredire l’economia della nostra zona. La Chiesa, quindi, potrebbe fare la sua parte».
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