Congrega del bar Gran Sasso vince il Palio di Sant’Agnese

20 Gennaio 2019

Premiato il testo “L’Uomo nero” dell’autore Di Stefano (terza affermazione) Dodici spettacoli ammessi alle finali, cala il sipario sul Pianeta maldicenza

L’AQUILA. Pio Di Stefano, con il lavoro “L’Uomo nero”, ha vinto l’Agnesino 2019. L’elaborato era abbinato alla Congrega Bar Gran Sasso ed è stato rappresentato all’Auditorium del Parco del Castello. Per Di Stefano si tratta della terza affermazione, dopo quelle del 2006 e del 2009.
Sono stati 12 gli spettacoli ammessi alla finale del concorso d’arte critica della quattordicesima edizione di “Il Pianeta Maldicenza” (sui 18 presentati), tutti messi in scena. Per la quinta volta è stato assegnato il premio all’indimenticabile “badessa” Luciana Cucchiella, andato ex aequo a L’Aquilano Dop (di Raffaella De Nicola), Scuola media Dante Alighieri e a “La fattura” (di Pina Vecchioli), Istituto comprensivo “Comenio” di Scoppito, Scuola media “Verne” di Tornimparte.
Il Pianeta Maldicenza, allestito dalla Confraternita dei Devoti di Sant’Agnese e dalle Congreghe agnesine che fanno parte del comitato organizzatore (col patrocinio e il sostegno del Comune e della Bper, mira, secondo le intenzioni dei promotori, «a promuovere la conoscenza della tradizione della maldicenza aquilana, intesa non come insulto o pettegolezzo, ma come sana e corretta critica costruttiva e leale antagonismo».
A scegliere i lavori vincitori sono state due giurie, una popolare e una composta da una delegazione di Amatrice guidata dall’ex sindaco della città colpita dal sisma del 2016, Sergio Pirozzi, oggi consigliere regionale del Lazio. Il coordinamento è stato curato da Walter Capezzali. La giuria popolare, invece, è stata composta da rappresentanti dell’Ordine dei Medici, con la guida del presidente, Maurizio Ortu, e il coordinamento di Amedeo Esposito. L’organizzazione degli spettacoli e la regia sono stati curati da Marisa Mastracci, della compagnia teatrale “La Bottega dei Guitti”. Presente anche Alessio Bucci, titolare del ristorante Roma di Amatrice, superstite del sisma, che fu curato nell’ospedale dell’Aquila. Il saluto iniziale è stato portato dal presidente della Congrega dei Devoti di Sant’Agnese, Angelo De Nicola (il presidente onorario della confraternita è Tommaso Ceddia) e da Umberto Pilolli, presidente emerito della congrega “Balla che te passa”. Per il Comune è intervenuto il vicesindaco Guido Quintino Liris, su delega del sindaco Pierluigi Biondi (presente anche l’assessore Monica Petrella).
La proclamazione dei vincitori è avvenuta all’esterno dell’Auditorium dove sono stati consegnati l’Agnesino e il Labaro del Palio di Sant’Agnese, rispettivamente all’autore che si è aggiudicato il primo posto e alla confraternita abbinata.
Dallo scorso anno l’Agnesino è intitolato a Ludovico Nardecchia, fondatore del festival “Il Pianeta Maldicenza”. La serata è stata allietata dalla musica della Jazz Band Trio, formata da Paolo Evangelista, Leonardo Cappelli, Gino Mancini e Carlo Morelli. Grandi protagonisti al Parco del Castello, dove quest’anno si è svolta la consueta festa conclusiva, gli uomini dell’Ana-Gruppo Alpini “Michele Jacobucci”, che hanno preparato il vin brulé; i dolci di Sant’Agnese preparati dal Club Devote di Sant’Agnese, le leccornie (compresa la “carne aju zippu” cotta su un grande falò) del Gruppo di Tornimparte, e soprattutto “La Treccia di Sant’Agnese”, il dolce ufficiale, allestita, su loro ricetta, dagli studenti dell’Istituto Alberghiero. Il concorso d’arte critica ha concluso la 14ª edizione.