Consorzio Aterno, le elezioni rinviate scatenano polemiche
PRATOLA PELIGNA . «Un colpo di mano ha di fatto messo un bavaglio al mondo agricolo abruzzese adottando una vera e propria “contro riforma” alla legge regionale 20 dicembre 2019». I consiglieri...
PRATOLA PELIGNA . «Un colpo di mano ha di fatto messo un bavaglio al mondo agricolo abruzzese adottando una vera e propria “contro riforma” alla legge regionale 20 dicembre 2019». I consiglieri regionali Dino Pepe (Pd) e Marianna Scoccia (gruppo misto) definiscono così l’emendamento che secondo loro snatura la normativa sui consorzi consentendo ai commissari di restare in carica fino al primo marzo 2022. Pepe e Scoccia chiamano in causa Coldiretti, Confagricoltura, Cia e la Copagri sottolineando «la grave prevaricazione da parte della politica regionale» nei confronti di quegli enti che devono essere amministrati, con elezioni democratiche, dai rappresentati del mondo agricolo e dai consorziati stessi. «Purtroppo a nulla sono valse le rimostranze che a titolo personale e a nome del gruppo del Pd e più in generale del centrosinistra ho rivolto alla maggioranza e al proponente stesso», afferma l’ex assessore regionale all’agricoltura della giunta D’Alfonso. «Durante la discussione sull’emendamento, mi sono fatto anche carico di offrire una possibile mediazione per consentire modifiche più ragionevoli e più aderenti alle esigenze dei vari consorzi ma purtroppo le mie proposte non sono state prese in considerazione. Quello che più colpisce è la totale assenza di confronto da parte di una maggioranza di governo sorda, non solo ai suggerimenti dei gruppi di minoranza ma soprattutto lontana dalle istanze degli imprenditori agricoli tanto è vero che, il primo firmatario dell’emendamento, il consigliere Mario Quaglieri, presidente della commissione permanente Salute, Sicurezza Sociale e Cultura, ha ripetuto più volte che l’istanza di tale modifica arrivava proprio dai dirigenti delle maggiori organizzazioni professionali agricole e aveva, in maniera preventiva, già avuto condivisione».
Scoccia e Pepe ricordano che la legge del 20 dicembre dello scorso anno prevedeva limiti nelle assunzioni nella fase commissariale e un breve periodo di gestione straordinaria per consentire agli imprenditori di giungere presto al rinnovo degli organi. «Purtroppo constatiamo», concludono i consiglieri, «che a nulla sono valsi i confronti e le intese raggiunte circa un anno fa». (c.l.)
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