Convento d’Ocre, violate le tombe di due Beati

Profanate le urne coi resti mortali di Timoteo da Monticchio e Bernardino da Fossa La scoperta casuale del sindaco di Ocre e lo choc dei fedeli: «Appelli inascoltati»
OCRE. Profanate, nel convento di Sant’Angelo d’Ocre, le tombe dei Beati Timoteo da Monticchio e Bernardino da Fossa. La tomba del primo è stata aperta e i resti mortali buttati sulla parte antistante. L’urna del secondo è stata forzata, probabilmente rovistata, ma il corpo non è stato estratto. Ad accorgersi della profanazione è stato ieri intorno alle 16 il sindaco di Ocre, Fausto Fracassi, che si era recato nel convento per accompagnare una troupe televisiva che sta girando un documentario sulle bellezze dell’Abruzzo interno.
RACCONTO-CHOC. «Siamo andati a vedere prima il monastero di Santo Spirito», racconta Fracassi, «e poi ci siamo diretti al convento di Sant’Angelo. Ho notato subito qualcosa di strano e quando sono entrato nella chiesa sono rimasto sconvolto. Ci sono voluti un paio di minuti prima di avere la forza di chiamare i carabinieri». Il sindaco di Ocre da almeno due anni sollecita l’avvio dei lavori di restauro del convento danneggiato dal terremoto. Il progetto, già finanziato, è in mano al Provveditorato alle opere pubbliche. «La cosa che mi amareggia di più», continua Fracassi, «è che abbiamo chiesto più di una volta di procedere almeno a mettere in sicurezza la struttura e a togliere sia le reliquie dei Beati che altre opere d’arte. Una settimana fa, anche in vista di un convegno sul convento che abbiamo organizzato per domani (oggi, ndr) al monastero di Santo Spirito, avevamo fatto un sopralluogo e padre Daniele dei frati minori si era detto disponibile a conservare le spoglie dei Beati nella basilica di San Bernardino il tempo necessario ai lavori. Purtroppo sono arrivati prima personaggi che non so neanche come definire».
L’INCHIESTA. L’atto di profanazione, quindi, è avvenuto non più tardi di 5 giorni fa. Sul posto si sono recati i carabinieri e la polizia scientifica per i rilievi. Tante le ipotesi. Quella più attendibile al momento è che siano penetrati dei ladruncoli in cerca di oggetti preziosi da rivendere al mercato clandestino dell’antiquariato sacro. Oppure potrebbero essere vandali che hanno deciso di danneggiare deliberatamente le tombe. Si “sussurra” anche che su parte delle reliquie possa aver messo gli occhi qualche membro di setta satanica, ma la cosa appare poco credibile. Del furto sono stati avvertiti i parroci di Ocre, Fossa e Monticchio e la diocesi. Ora si pone il problema di non perdere troppo tempo a portare via le reliquie e conservarle in un luogo protetto (e di questo si dovrà occupare la Sacra Lipsanoteca Metropolitana, organismo diocesano). Probabilmente saranno tolte anche opere d’arte, che per fortuna non sono state toccate.
LE REAZIONI. La notizia ha colpito molto in particolare gli abitanti di Monticchio che ogni anno, a metà maggio, in occasione della festa del Beato Timoteo, si recano in processione al convento di Sant’Angelo, icona del territorio aquilano costruito com’è su uno sperone di roccia. In epoca moderna si ricordano due ricognizioni del corpo del Beato Timoteo (nato a Monticchio nel 1444 e morto nel 1504), una del 1870 e un’altra nel 1962. Così racconta quella più recente don Mario Morelli, allora parroco di Monticchio: “Il 12 maggio del 1962 si provvide per una seconda ricognizione del sacro corpo che fu quindi ricomposto nell’urna completamente rinnovata fuorché nel prospetto dal maestro Fernando De Lucia di Monticchio e adagiato su piccoli materassi e cuscini, pregevolmente ricamati dalla signora Gemma De Lucia Galassi. La sera del 13 maggio, alle ore 18, le preziose reliquie, scortate da un lungo corteo di macchine, iniziarono il trionfale cammino attraverso il territorio di Ocre accolte con entusiasmo e letizia”. Una curiosità: il corpo del Beato Bernardino da Fossa (1421-1503) fu trafugato dalla chiesa di San Giuliano il primo dicembre 1515 e da allora è a Ocre.
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