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12 Maggio 2021

L’AQUILA. Tempi grami per gli amanti del nuoto. Le uniche due piscine pubbliche in città continuano a essere inutilizzabili. La comunale “Ondina Valla” è ancora ferma causa Covid mentre Verdeaqua è...

L’AQUILA. Tempi grami per gli amanti del nuoto. Le uniche due piscine pubbliche in città continuano a essere inutilizzabili. La comunale “Ondina Valla” è ancora ferma causa Covid mentre Verdeaqua è chiusa da più di due anni e a questo punto chissà quando potrà riaprire, visto che la giunta tarda ad approvare la delibera con la nuova gara d’appalto per l’affidamento della gestione e dei lavori di messa a norma dell’intero complesso sportivo.
PISCINA COMUNALE. L’ultimo decreto Covid ha stabilito che dal 15 maggio potranno riaprire le piscine all’aperto e dal primo giugno le palestre. Non ha fornito una data certa per la ripartenza delle piscine al chiuso. Si parla del primo giugno, ma il Comitato tecnico-scientifico non si è ancora espresso e a regnare, per ora, è l’incertezza. «Se arrivasse l’ok saremmo pronti a ripartire anche domattina», dice Gianni Benevieri, presidente della Rari Nantes, società che gestisce la piscina comunale Ondina Valla. «Speriamo che i tempi siano celeri perché la situazione si è fatta difficilissima. Non capiamo il motivo di questo stop prolungato, non ci sono prove scientifiche che il Covid possa diffondersi nelle piscine. Il cloro, un corretto funzionamento, la manutenzione e un’adeguata sanificazione fanno sì che il rischio sia quasi nullo, comunque molto più basso rispetto ad altre situazioni. Siamo chiusi al pubblico dal 25 ottobre», spiega Benevieri, «ma durante il lockdown abbiamo comunque scelto di mantenere gli impianti accesi. La Comunale è una struttura storica, ma obsoleta. Se avessimo fermato tutto probabilmente non avremmo più riaperto. Questo ha significato naturalmente continuare a sostenere le spese per manutenzione e utenze, senza incassare niente. Considerando anche il lockdown dello scorso anno, abbiamo accumulato un passivo di oltre 150mila euro, a fronte del quale abbiamo ricevuto solo 5mila euro dalla Regione. Dal 21 dicembre abbiamo ricominciato solo con l’agonismo. Ogni fine settimana ospitiamo gare e competizioni regionali. In questo momento siamo l’unico grande impianto attivo in Abruzzo, perché quelli di Teramo, Chieti e Pescara sono chiusi. Prima del Covid qui lavoravano oltre 40 persone, tra dipendenti e istruttori. Oggi sono una decina, con tempi e orari ridotti. Devo ringraziarli: hanno capito il momento e ci sono venuti incontro in attesa di tempi migliori».
VERDEAQUA. Rischia di avere tempi biblici, invece, la riapertura di Verdeaqua. Manca l’approvazione della delibera col nuovo bando di gara per l’affidamento della gestione, dopo che quello indetto lo scorso anno è andato deserto. L’assessore Vito Colonna assicura che il provvedimento e il capitolato sono pronti e che mancano solo le ultime limature. Il via libera dovrebbe arrivare entro fine maggio. La delibera dovrà essere approvata, però, anche dal consiglio comunale, previo passaggio in commissione. Poi dovrà essere trasmessa alla Cuc (centrale unica di committenza) per la pubblicazione del bando. Tutti passaggi che richiedono mesi, visti anche i tempi tecnici incomprimibili legati all’espletamento della gara. Ai quali si aggiungono quelli necessari per l’esecuzione dei lavori di ripristino del complesso (quantificati in oltre 600mila euro), a carico del vincitore del bando. I 18 ex dipendenti della Verdeaqua Smile, vecchio gestore, hanno esaurito anche l’indennità di disoccupazione. L’unico ammortizzatore sociale rimasto è il Reddito di emergenza: 400 euro al mese per tre mesi (marzo, aprile e maggio).
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