Crepe nella sede Afm, i dipendenti non lavorano

24 Gennaio 2017

L’Ugl: «Le lesioni del 2009 sono aumentate dopo le ultime scosse». Il presidente: «Agibilità confermata dai controlli»

L’AQUILA. Si sono rifiutati di prendere servizio, ieri mattina, i 10 dipendenti dell’Afm, l’azienda che gestisce le farmacie comunali. All’interno dello stabile, in via Ettore Moschino, le crepe risalenti al terremoto del 2009 sarebbero diventate ancora più evidenti, e addirittura aumentate, dopo le ultime scosse. Questa la denuncia arrivata dall’Ugl, che ha chiesto l’individuazione di una soluzione alternativa. «La sede non è stata ancora ristrutturata», la replica dell’amministratore unico dell’Afm, Giorgio Masciocchi, «ma ha comunque l’agibilità, come confermato anche dall’ulteriore sopralluogo con i tecnici del Comune e i vigili del fuoco, predisposto per tranquillizzare il personale». Secondo Masciocchi, già questa mattina i dipendenti rientreranno al lavoro: «Dopo le scosse del 18 gennaio», spiega, «ho richiesto un sopralluogo per avere la conferma dell’agibilità della struttura. Oggi (ieri per chi legge), alla luce delle preoccupazioni espresse dal personale e per garantire una maggiore serenità a tutti, ho predisposto altre verifiche, chiedendo l’intervento dei vigili del fuoco. Verifiche che si sono concluse con il medesimo esito: l’immobile è agibile. Ci sono ancora lesioni risalenti al 2009, in particolare alle tamponature, ma i tecnici non ritengono che possano pregiudicare la sicurezza dell’edificio. Per quanto riguarda i lavori da eseguire, sono già stati predisposti, di concerto con il Comune». La rivolta tra i 10 dipendenti è scattata ieri, al rientro in sede dopo la pausa legata alla chiusura di tutti gli uffici pubblici disposta dal prefetto. «La sede dell’Afm , come da noi più volte ribadito, anche in sede prefettizia il 19 dicembre 2014», ha denunciato il segretario dell’Ugl, Giuliana Vespa, «non è stata mai oggetto dei lavori di ristrutturazione post-sisma. In quella sede ci fu detto che lo stabile che ospita l’Afm aveva ottenuto la agibilità parziale con classificazione “B” e che era stato interessato, quale proprietario dell’immobile, il Comune per i lavori di ristrutturazione. L’allora assessore De Santis si impegnò ad acquisire dall’azienda tutta la documentazione e a farsi carico della problematica, predisponendo i necessari interventi». Ma dal 2014 si è arrivati al 2017. «Sono passati altri 3 anni», aggiunge Vespa, «senza che nessun lavoro di ristrutturazione sia mai stato eseguito. Dopo gli ultimi eventi sismici, i lavoratori al rientro in azienda hanno notato danni ancora più importanti e così hanno, giustamente, deciso di non entrare nello stabile. È inammissibile e ingiustificabile che a 8 anni dal sisma nulla sia stato fatto per garantire la sicurezza dei lavoratori. Ora il Comune si impegni nell’immediato a trovare una soluzione alternativa dove collocare la sede dell’Afm».

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