Cristicchi tra i ragazzi: «Sette miliardi di felicità»

Il direttore artistico del Teatro stabile dialoga con quattro classi dell’Alighieri Stasera al Ridotto del Comunale il debutto del nuovo spettacolo del cantautore
L’AQUILA. Cosa è la felicità? Per Simone Cristicchi la risposta è semplice. «Non esiste la felicità, perché in realtà di concetti diversi di felicità ne esistono più di sette miliardi, uno per ogni uomo che vive sulla terra, perché ogni uomo è unico, diverso da tutti gli altri». Cristicchi, direttore artistico del Teatro stabile d’Abruzzo, ha incontrato ieri oltre 100 studenti delle seconde classi della scuola media Dante Alighieri in un’iniziativa che nasce dall’accordo di collaborazione tra il Teatro stabile d’Abruzzo e il mondo della scuola, con l’intento di sensibilizzare gli studenti sulla “cultura dell’andare a teatro”.
IL DEBUTTO. L’occasione è quella del debutto del nuovo spettacolo “Happy Next, alla ricerca della felicità”, di Simone Cristicchi e Francesco Niccolini, con la collaborazione di Andrea Rivera, spettacolo che esordirà in prima nazionale oggi alle 21 con replica domani alle 17,30 sempre al Ridotto del teatro comunale. Ieri, grazie alla collaborazione della dirigente scolastica Antonella Conio, Cristicchi ha incontrato i ragazzi delle classi seconde delle sezioni A, E, C e D della Dante Alighieri, accompagnate da Patrizia Dundee, Diana Canofari, Rossana Cerasoli, Roberto Innocenzi, Giuseppina Menichini, Katiuscia Ianni, Rita Mecchia e Manuela Molinari.
BOTTA E RISPOSTA. «Chi di voi si sente felice?», ha chiesto Cristicchi ai ragazzi, che hanno risposto alzando in massa la mano. «Nella mia ricerca per capire cos’è la felicità», ha spiegato, «ho scoperto che ognuno ha una sua idea di felicità. Non esiste una felicità, semmai ne esistono 7 miliardi di tipi diversi. Il vero miracolo della vita è che noi siamo unici e irripetibili, dei piccoli capolavori. E questo fa della nostra vita un unicum e quindi la nostra felicità sarà sempre diversa». «In questo spettacolo ho cercato di capire i motivi che ci impediscono di essere felici», ha spiegato Cristicchi ai ragazzi prima che questi presentassero la loro idea di felicità. Per Cristicchi ci sono alcune parole guida. «Attenzione, esser attenti, per prendere parte allo spettacolo del mondo e della nostra vita». «Siete tutti social?», aveva chiesto un attimo prima ai ragazzi, avendo come risposta, anche in questo caso, una selva di braccia alzate. «Abbiamo tantissime distrazioni, come in una radio h24, un flusso continuo di pensieri che affollano la nostra mente. E poi c’è quell’epidemia che si sta diffondendo da anni, la “digifrenia”, sempre assorti dal nostro smartphone». E poi serve umiltà, bisogna cercare il proprio talento e c’è bisogno di tanta curiosità che è «un germe di libertà». Per ultimo bisogna riuscire a “creare”, nel senso di “costruire qualcosa, non necessariamente qualcosa di artistico, ma anche una gita, un amore”. «Anche una catastrofe insegna qualcosa», spiega Cristicchi, «perché quando crollano i tetti a volte si costruiscono le relazioni». Lo spettacolo vede la partecipazione di Ariele Vincenti, Cristina Piedimonte, David Voci Sciabordi per la regia di Roberto Aldorasi. Progetto scenografico Francesca Pasquinucci e Davide Giannoni per Immaginarium Creative Studio, costumi di Francesco Esposito, musiche di Gabriele Ortenzi, disegno luci di Veronica Penso e foto di scena di Paolo Porto.
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